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Ottobre 2018

Fondazione di chiese dall’Europa all’Italia

Dal 30 ottobre al primo novembre 2018 si è tenuta la conferenza City to City Europe a Cracovia con 32 paesi rappresentati e circa 700 partecipanti impegnati nella fondazione di chiese nelle principali città d’Europa. Tra i partecipanti c’erano circa 15 italiani e tre chiese CERBI rappresentate. Attualmente le chiese CERBI sono impegnate nella fondazione di chiese a Milano, Roma, in Sicilia e stanno preparandosi a iniziare progetti di fondazione a Pescara e Verona.
 
Il tema, presentato in quattro sessioni da Tim Keller, è stato “il Vangelo all’opera in me, nella chiesa, nella città e nel mondo”. Oltre alle sessioni di Keller ci sono stati dei seminari specifici su diversi temi, tra cui: fede vissuta nel luogo di lavoro, rifocalizzazione ed equilibrio dell’attività della chiesa, eventi di crisi nelle città, sfide dei responsabili durante la vita della chiesa, dalla fondazione alla maturità, come mantenere un ministero sano nel tempo evitando esaurimenti.
 
Il confronto diretto con le altre realtà europee è stato molto stimolante per le chiese italiane in modo particolare con quelle del sud Europa, segnate da contesti di minoranza evangelica. Nessun progetto di valore, in tutti gli ambiti trattati, può prescindere da una relazione profonda e quotidiana con il Signore nutrita dalla preghiera, dalla parola e da una forte dipendenza dal Signore che genera amore per Lui, per il suo popolo e per il contesto in cui si vive. La fondazione di chiese non è un progetto per individui o chiese isolate, ma per reti di chiese che, unite nella visione, collaborano insieme e coraggiosamente per attivare progetti ambiziosi e sostenibili.
 
Luca Lambertucci, Raffaele Costagliola, Valeria Marzano.

 

Scuola e laicità: una relazione incompiuta

La laicità nella scuola italiana è un tema sempre attuale, considerate le peculiarità storiche, normative e culturali del sistema italiano. Sono all’ordine del giorno preghiere, precetti pasquali, messe d’inizio anno in orario scolastico. E poi c’è l’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), insegnamento di una confessione, svolto da insegnanti scelti dal vescovo cattolico e pagato coi soldi di tutti i contribuenti. Talvolta, il tema diventa attualissimo quando i confini e le distinzioni proprie della laicità vengono prevaricate. Come sta accadendo in questi giorni a Caltanissetta dove la locale diocesi cattolica ha organizzato una serie di incontri tra il vescovo e gli studenti delle scuole superiori della provincia in orario scolastico sui temi discussi al Sinodo sui giovani che si sta tenendo in Vaticano. In un regime di laicità minima, un vescovo potrebbe incontrare chi vuole, anche gli studenti: ma dovrebbe farlo fuori dall’orario scolastico e fuori dalle attività scolastiche, come qualunque altra figura religiosa interessata ad iniziative simili. Non così avviene in una situazione come quella italiana dove i confini tra giurisdizione ecclesiastica ed autonomia scolastica sono porosi e spesso scavalcati. Il programma della diocesi trova l’acquiescenza dei dirigenti scolastici che, evidentemente, scontano un tasso carente di laicità e non capiscono la necessità di salvaguardare il confine della laicità della scuola statale.

Tutto ciò ha fatto da sfondo al convegno su “Scuola e laicità” tenuto Il 24 ottobre presso l’aula magna del Liceo Classico Linguistico e Coreutico Ruggero Settimo di Caltanissetta. Il convegno che è stato organizzato dalla Chiesa Cristiana Evangelica “Sola grazia” di Caltanissetta, con la partecipazione del Comune di Caltanissetta, dell’Ufficio Scolastico Provinciale (VI Ambito territoriale Caltanissetta ed Enna) dell’Alleanza Evangelica Italiana e della casa editrice nissena Alfa & Omega.

Alla presenza di un centinaio di persone tra studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e cittadini nisseni e di altre città della Sicilia, dopo il saluto della vicepreside del Liceo ospitante, prof. Nadia Rizzo e dell’assessore alla scuola Pasquale Tornatore, il pastore Nazzareno Ulfo ha introdotto e presieduto i lavori. I relatori intervenuti sono stati l’avv. Ivan Caradonna che ha illustrato in un breve ex cursus la storia dell’insegnamento della religione nella scuola italiana dall’unità fino ai nostri giorni. Quindi, il dirigente dell’Ambito territoriale Caltanissetta-Enna, dott. Luca Girardi, ha affrontato la questione della laicità nella scuola esaminando e spiegando alcune sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e mostrando quanto controversa e, per certi aspetti, contraddittoria sia l’applicazione dei principi di laicità implicitamente espressi nella Costituzione e garantiti dalla legislazione italiana. Ha fatto seguito l’intervento di Barbara Condorelli, responsabile regionale per l’insegnamento della religione cattolica, che ha affermato che l’attuale generazione di studenti è stata definita come “la prima generazione incredula” e che, sebbene l’insegnamento della religione cattolica non costituisca insegnamento catechetico per gli studenti che se ne avvalgono, sia estremamente importante per dare una corretta interpretazione storica e orizzonti di senso alle giovani generazioni. Leonardo De Chirico, vice presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana ha esordito dicendo che la laicità è figlia del pluralismo religioso ed ha affermato che in una Italia che, diversamente da altre nazioni europee, non ha avuto né una Riforma né una rivoluzione, la laicità tanto nella sua formulazione teorica quanto nella sua attuazione pratica rimane ancora acerba e immatura e che una scuola che finanzia una confessione religiosa (la cattolica) per svolgere il compito di orientare spiritualmente i nuovi cittadini non è autenticamente laica.

Dopo un ulteriore giro di interventi e le risposte alle domande poste da alcuni degli intervenuti, il convegno si è concluso con un breve intervento di Ulfo che, citando un sociologo contemporaneo, ha affermato che in qualunque regime di monopolio la qualità dell’offerta tende a scadere. È quindi necessario che, per una laicità compiuta, anche nella scuola si odano una pluralità di voci educanti al pensiero critico in uno spirito di confronto franco e pacifico. L’assetto della laicità italiana è ancora lacunoso e bisognoso di riforma culturale prima che ordinamentale. Per favorire questo obbiettivo saranno pubblicati gli atti del convegno in modo che costituiscano materiale per l’avanzamento della riflessione.

 

Compagnia degli Anziani: per un fruttuoso rapporto tra chiese e agenzie missionarie

La relazione tra chiese locali e agenzie missionarie/missionari è stata al centro dell'incontro autunnale della Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI, svoltasi a Padova il 19-20 ottobre. A seguito di una riflessione avviata nel 2017 e di un percorso di lavoro che ha avuto diversi passaggi di elaborazione, è stato approvato all'unanimità il documento "Collaboratori nel campo di Dio. Sul rapporto tra chiese e missionari/agenzie missionarie" (scaricabile da quì). Richiamando il senso del mandato biblico di abitare la terra con responsabilità e di discepolare le nazioni, il documento mappa le dinamiche della missione nella Bibbia in cui si sviluppa una sinergia tra chiese stabilite e gruppi di persone inviate a fondarne altre o a svolgere servizi di comune utilità. Nel corso della storia della chiesa, questa collaborazione complementare si è modificata in un protagonismo delle agenzie missionarie a fronte di una marcata staticità delle chiese. Il Patto di Losanna (n.7) invita tutti a riequilibrare la relazione ricostruendo il collegamento organico tra chiese dedicate alla missione e gruppi a sostegno della missione. La seconda parte del documento mette a fuoco le specifiche responsabilità delle chiese CERBI nel relazionarsi ad agenzie missionarie/missionari che vogliono collaborare. Si stabiliscono criteri dottrinali e vissuti ecclesiali segnati dalla centralità del ruolo delle chiese, per evitare azioni indipendenti o scollegate dal tessuto ecclesiale esistente. D'altra parte si assume la responsabilità di coltivare una visione missionaria capace di sognare la crescita e camminare verso di essa. Il documento è quindi un materiale di studio e di lavoro che sarà tradotto nelle principali lingue usate nel mondo evangelico contemporaneo per favorire una riflessione aperta, trasparente e votata alla condivisione di percorsi di servizio.

Sempre durante la Compagnia degli Anziani si è svolto un laboratorio ecclesiologico dove sono state presentati quattro libri recenti sulla chiesa che hanno animato un'utile conversazione. Non è mancato il tempo di condivisione e di preghiera, così come la pianificazione delle attività in comune delle chiese CERBI (come ad esempio, l'agape del 25 aprile).

 

Testamento biologico in prospettiva. Dibattito a Formigine

Il 23 settembre, nella sala consiliare del castello di Formigine (MO), si è svolta una tavola rotonda sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT), dal titolo: "Testamento biologico in prospettiva".  L'iniziativa, promossa dall'Associazione Evangelica Formiginese (strettamente collegata alla chiesa CERBI della città modenese) con il patrocinio del Distretto Centro-Nord dell'AEI e del Comune, si colloca tra le iniziative culturali del Settembre Formiginese, ed ha visto coinvolti come oratori  Alessandro Piccirillo (autore dell’articolo contenuto nel supplemento di Studi di teologia sul testamento biologico),  don G. Semprebon (professore di etica all’Università di Modena e Reggio Emilia), M.L Cattinari (presidentessa dell’associazione laica “Libera Uscita”) e l’avv. Pierangela Panini (esperto legale). La tavola rotonda, tenuta davanti a una sala gremita, ha rappresentato un importante contributo evangelico all'informazione rivolta alla cittadinanza e a una proposta culturale alternativa rispetto alle narrazioni prevalenti sull'etica di fine vita. La battaglia comune emersa dalla serata è stata il far rientrare in modo sereno e responsabile la dimensione del morire all'interno di un discorso pubblico e privato. Ribadendo molto dell'impianto della L. 219/2017 da un'ottica evangelica, ci si è potuti aprire con sano realismo alla finitudine dell'esistenza umana e alle dinamiche relazionali e di alleanza che vanno attivate per il bene della persona (malata) e delle persone coinvolte.
Cogliere questa opportunità contribuisce ad aiutare gli individui a farsi carico degli scenari di fine vita contrastando la tabuizzazione della morte e la cultura della delega in bianco al personale medico. La battaglia culturale è ancora lunga.

 

Quale eredità della Riforma protestante?

Nel corso del 500 anniversario della Riforma protestante (2017) sono stati molti gli appuntamenti che le chiese CERBI hanno organizzato ed animato per valorizzare il significato teologico e culturale della Riforma. Sotto forma di conferenze, mostre, convegni, ecc., si è cercato di alfabetizzare il pubblico delle nostre città, offrire occasioni di testimoinianza dell'evangelo, interloquire con il mondo della cultura. Questi video sono stati realizzati a margine di un'importante iniziativa svolta a Trento nell'ottobre 2017 che ha visto per una settimana interse diverse iniziative susseguirsi per sottolineare l'importanza della Riforma protestante a 500 anni di distanza.

 

Echi dalle Giornate teologiche 2018

“Le Giornate teologiche vengono da una storia che scommette sulla necessità di vivere oggi una fede evangelica che sia rigorosamente biblica, culturalmente responsabile e capace di sognare oltre la mera sopravvivenza”. Con questa proposta programmatica Leonardo De Chirico ha aperto la trentunesima edizione delle Giornate Teologiche dell’IFED di Padova (7-8 settembre 2018) dal titolo “Il profeta Geremia: verso una nuova alleanza”, ricordando l’ormai consolidata presenza di questo appuntamento nell’agenda dell’evangelismo italiano.
 
Durante due giorni molto intensi, i quasi trecento partecipanti, attraverso le fasi cruciali della predicazione di Geremia, hanno avuto l’occasione di confrontarsi con un pensiero vivo e concreto. Lontano dalle semplificazioni biografiche con cui si rischia di ridurre il messaggio profetico a moralistici esempi da seguire, i vari contributi di L. De Chirico, A. Memme, P. Lamanna, S. Olaru, S. Simonnin, D. Garrone, G.P. Aranzulla, W. Binni, L. Bruni, G. Rizza, P. Bolognesi e N. Ulfo hanno cercato di comprendere la collocazione di una predicazione antica di oltre 2500 anni, all’interno del piano di Dio, quindi della storia.

Nel corso delle GT sono stati consegnati i diplomi a 5 studenti che hanno completato il Corso di cultura teologica. Sono stati presenti anche i corsi attivati per l’A.A. 2017-2018 e la novità del Corso IFED ONLINE, a testimonianza della vitalità dell’IFED e della ricchezza della proposta formativa.

In questi due video, due pastori delle chiese CERBI, Nazzareno Ulfo e Giuseppe Rizza, commentano la visione profetica di Geremia anche nei suoi risvolti per il presente.

Giornate Teologiche 2018 - Intervista a Nazzareno Ulfo

Giornate Teologiche 2018 - Intervista a Giuseppe Rizza


Luglio 2018

 

La chiesa evangelica è il luogo dell'annuncio dell'evangelo biblico
Un servizio televisivo da Padova

La chiesa evangelica CERBI di Padova è stata al centro di un servizio televisivo della rete Gruppo TV7 sui diversi luoghi di culto nel capoluogo patavino. La seconda parte del servizio è interamente dedicata alla chiesa evangelica di cui si mostrano i locali (la cui architettura riflette una visione complessiva della fede cristiana), l'annessa biblioteca e il cui pastore, Pietro Bolognesi, viene intervistato sul senso della fede evangelica.
Nell'intervista Bolognesi sottolinea l'importanza per la fede di andare "ad fontes", alla fonte dell'evangelo che è la Scrittura. E' lì che la purezza della buona notizia può essere attinta. E' importante che, nell'immaginario pubblico a cui un servizio televisivo come questo contribuisce, la fede evangelica non sia associata ad un fenomeno entusiastico o a delle credenze secondarie, ma ad una fede storica, ecclesiale e pubblica, forte di un'identità biblica aperta al dialogo ed impegnata per il bene della città. Una fede che sa essere cultura alla gloria di Dio.


Maggio 2018

 

Italiani al Forum europeo dei leader cristiani

Cinque partecipanti provenienti dalle chiese CERBI erano presenti alla diciassettesima edizione del Forum europeo dei leader cristiani che ha avuto luogo a Wisla, in Polonia, dal 19 al 24 maggio.
Il Forum si propone di collegare tra loro responsabili di chiese e di varie istituzioni evangeliche, mettendo a disposizione risorse di vario tipo con lo scopo di rinnovare la chiesa ed evangelizzare l’Europa.
Gli oltre 800 partecipanti provenienti da tutta Europa, oltre all’opportunità di ascoltare le predicazioni di Peter Williams (Tyndale House Cambridge) sulla vita ed il servizio del re Davide, durante le sessioni plenarie del mattino, hanno assistito a seminari di approfondimento su vari argomenti e svolto attività specifiche nei vari gruppi tematici di cui hanno scelto di far parte. Gianni da Vicenza e Alessandro da Padova hanno dato il loro contributo al gruppo dell’apologetica; Gioele da Roma ha lavorato insieme ad altri interessati alla fondazione di chiese; Sergio da Padova era impegnato con persone coinvolte nel mondo dei media; Leonardo da Roma, oltre alla partecipazione specifica nel gruppo dei teologi, ha contribuito in maniera significativa nell’insegnamento e nell’approfondimento sulle questioni riguardanti il cattolicesimo. La versione inglese del suo libro su Maria ha ricevuto numerosi attestati di stima dopo essere stata distribuita a tutti i partecipanti del Forum.
Nel programma, pur molto intenso e variegato, non sono mancate le opportunità per pregare e cantare insieme, per conversare e costruire relazioni costruttive tra i partecipanti provenienti da culture e contesti molto diversi tra loro. Come ogni anno si è trattato di momenti molto fecondi non solo per la crescita personale dei partecipanti, ma anche per la realizzazione e lo sviluppo di progetti comuni a livello europeo.
Come chiaramente percepibile dalle brevi interviste ai partecipanti italiani, è molto vivo il senso di privilegio per la nostra presenza in simili contesti. Si sono potuti stabilire collegamenti con persone ed istituzioni di altre nazioni, ma soprattutto è stata sfruttata l’opportunità di esserci non semplicemente come consumatori di un evento, ma come portatori di una solida identità spirituale maturata nel proprio contesto ecclesiale. L’auspicio è che nelle prossime occasioni altri possano beneficiare di simili opportunità, partecipando in maniera attiva e costruttiva alla crescita del regno di Dio in Italia.


Stupenda grazia al Faiths in Tune di Torino

In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino (10-14 Maggio), alcuni membri delle chiese CERBI, con l'ausilio di credenti di altre chiese evangeliche, hanno formato un gruppo musicale e preso parte al Festival Internazionale delle religioni attraverso la musica e le arti (FIRMA) promosso dall'associazione Faiths in Tune, in collaborazione con il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni). L'evento è stato introdotto dalla fondatrice dell'associazione Faiths in Tune, Anja Fahlenkamp, la quale ha espresso la propria gratitudine ai partecipanti, evidenziando come l'arte nelle sue varie forme possa essere un mezzo per abbattere le barriere, promuovere la conoscenza ed il dialogo interreligioso. Con questa premessa, spiega la fondatrice, è nata l'idea di un festival per poter dedicare uno spazio ad ogni confessione religiosa.

Pur essendo consapevoli del contesto ecumenico, multi-religioso e delle tante voci spiritualmente dissonanti, la partecipazione del gruppo denominato Amazing Grace è stata certamente una buona occasione per far risuonare le note dell'Evangelo in accordo con la Parola di Dio.
Sono stati eseguiti tre inni classici della tradizione protestante: Forte Rocca è il nostro Dio di Martin Lutero, O Gesù mia gioia di J.S. Bach e Stupenda Grazia del Signor di John Newton, riproposti in una forma musicale contemporanea, nel desiderio di trovare una continuità tra il passato e il presente senza perdere nulla della ricchezza spirituale dell’innologia.
L'esecuzione è stata preceduta da un'introduzione di Gianfranco Piccirillo che ha fornito la cornice spirituale e storica di ciascun brano, in modo da arricchirne l'esecuzione e promuovendo inoltre l'uscita prossima dell'innario Stupenda Grazia (frutto della collaborazione delle chiese CERBI con altre chiese evangeliche italiane) del quale essi faranno parte.
L’organizzazione ha anche consentito la fruizione di uno spazio per l’esposizione di un banco libri dove i partecipanti hanno potuto consultare letteratura evangelica e ricevere informazioni sulle attività delle chiese Cerbi.

 

Maria della Bibbia, Maria della mariologia?

La Maria della Bibbia è la Maria della mariologia? E cosa direbbe la prima Maria della seconda? Queste domande sono state al centro di una serata tenuta alla Villa Casati Stampa, presso Società San Paolo a Cinisello Balsamo (MI), il 4 maggio 2018 ed organizzata dalla chiesa CERBI Balsamoxlacittà. Alla presenza di una sessantina di partecipanti, è stato presentato il libro: Maria. Una guida evangelica, Caltanissetta, Alfa & Omega 2017. Al tavolo Leonardo De Chirico, professore di teologia storica all’IFED e autore del libro, e don Giacomo Perego, biblista e docente di NT presso l’Istituto Teologico Internazionale del Pime, Monza.
 
Dopo il benvenuto, per i saluti istituzionali ha preso la parola la Sindaca della città Siria Trezzi, che ha rivolto parole di elogio per la presenza evangelica della chiesa Balsamoxlacittࠓmolto attenta” sul territorio cittadino e coinvolta nel tessuto socio-culturale-religioso.
 
De Chirico ha riassunto il contenuto del libro in tre domande: 1. Come spiegare lo iato che esiste tra la Maria della Scrittura e quella della tradizione se non attraverso l’allontanamento dalla sobrietà della presentazione biblica di Maria e la proiezione su Maria di titoli, ruoli e prerogative che non le appartengono? 2. Come spiegare la prossimità avvertita nella mariologia cattolica da parte di tante persone se non attraverso l’allontanamento dal Figlio e dallo Spirito Santo? 3) Come spiegare il marianesimo dei papi recenti (su tutti Francesco) se non come altra faccia di una cattolicesimo che, mentre sembra cambiare, in realtà non cambia?
 
L’intervento di don Perego ha cercato di interagire con queste domande insistendo sulla dinamica interna alla vita della chiesa come motore dello sviluppo mariologico. Ha riconosciuto che per la dottrina e la spiritualità cattolica non è la Scrittura soltanto ad essere il punto di riferimento per la vita. La questione mariologica rimane un prisma attraverso cui vedere all’opera i cardini del cattolicesimo che, andando oltre la Scrittura, le vanno contro.
 
Davide Cianci

 

Aprile 2018

 

Agape delle chiese Cerbi del 25 aprile

Qui Milano

“Al cuore della città con l’evangelo al centro” è stato il titolo e il sentimento che ha accomunato le chiese CERBI del Nord Italia nell’agape annuale che si è svolta a Milano. Oltre alle chiese “ospitanti” di Milano (Speranza per Milano) e Cinisello Balsamo (Balsamo per la città), hanno preso parte all’incontro credenti provenienti dalle chiese di Trento, Rovereto, Vicenza, Padova, Ferrara, Bologna e Formigine. Il senso di fede, il privilegio di ascoltare la Sua Parola e di testimoniare un Vangelo integro ha accompagnato e sostenuto la consapevolezza che Dio ha un progetto per Milano e per le nostre città: anche questa è una parte dell’eredità della Riforma, di cui abbiamo celebrato il cinquecentesimo anniversario nel 2017. Il messaggio portato dal pastore Luigi Dalla Pozza ha stimolato i presenti a declinare il vangelo in un linguaggio pertinente e comprensibile, a riconoscere gli idoli che dominano la vita delle nostre città e ad abitarle nel senso più ampio e biblico del termine. Divisi in gruppi, abbiamo pregato nei luoghi rappresentativi della storia, cultura, economia e governo della città, per ritrovarci poi tutti insieme in Piazza S. Babila ed affermare attraverso testimonianze, canti e coreografie che, anche a Milano, Dio ha suscitato un suo popolo che ha a cuore il bene della città.

Enrico Calanchi

 

Qui Pescara

Per le chiese del centro sud, l’agape delle chiese CERBI si è tenuta a Pescara, città per la quale, da anni e con l’impegno diretto della chiesa di Chieti, si prega in vista di una nuova fondazione di chiesa. Le chiese di Chieti, Campagna, Monte di Procida, Roma Primavalle, Breccia di Roma, la chiesa nigeriana City of Worship ed alcuni rappresentanti di altre chiese abruzzesi, si sono date appuntamento all’auditorium Cerulli, per poi recarsi in un vicino parco dove si è tenuta la prima parte del programma. Le testimonianze pubbliche hanno invitato a riflettere i presenti sul fatto che ogni uomo è alla ricerca di qualcosa, ma la Parola invita le chiese ed i singoli credenti a ricercare qualcosa di ben preciso: il bene delle città dove si viene collocati dal Signore. Cristo è venuto affinché il suo bene per le persone e il mondo intero sia ricevuto e vissuto. Per rappresentare simbolicamente la chiamata verso questa città, si è scelto di piantare un olivo al centro del parco alla presenza delle autorità locali. La pianta rappresenta l’intenzione del popolo di Dio di mettere radici salde a Pescara e di essere una presenza forte e fruttuosa, la cui fragranza dei frutti possa divenire balsamo lenitivo per le ferite spirituali della città. Altre testimonianze pubbliche hanno richiamato i presenti a cercare il Signore oggi, finché lo si può trovare, per ricevere la vera liberazione (facendo riferimento alla festa nazionale) che nessuno può ottenere senza Cristo. L’agape si è conclusa all’auditorium dopo alcuni canti ed un breve messaggio del pastore Armando Granito su Geremia 29 che ha invitato a rispondere ai soprusi con la bontà, il diritto e la giustizia che provengono da Dio. Una colletta a favore dell’impegno dell’Alleanza Evangelica Italiana per la libertà religiosa ha dato uno sbocco concreto all’appello biblico di “cercare il bene della città”.

Chiara Lamberti


Qui Caltanissetta

La Chiesa Cristiana Evangelica "Sola Grazia" di Caltanissetta, con le chiese in formazione di Catania, Comiso (RG) e Milazzo (ME) hanno goduto della comunione fraterna, in un clima di gioia, atteggiamento di preghiera all'ascolto del tema della "Signoria di Cristo e libertà".Nella città nissena, le chiese si sono riunite allo scopo di testimoniare della propria fede alla città e, in particolare, al vicinato iniziando la giornata con un incontro all’esterno del locale di culto. Nel quartiere, ha risuonato la voce del popolo di Dio che ha cantato con trasporto l’inno “La legge dell’amore”. Il tema della giornata è stato declinato esaminandolo da quattro prospettive diverse (un intervento per ciascuna): biblica, giuridica, storica e cristocentrica.
I due interventi iniziali della mattinata, il primo: "La Bibbia ha una teologia politica?" (Nazzareno Ulfo), allo scopo di avere una corretta concezione della politica secondo la verità della Scrittura e il conseguente impegno politico; nel secondo: "Lo status questionis sulla libertà religiosa in Italia" (Ivan Caradonna) si è detto del legame tra protestantesimo e libertà religiosa nel nostro paese, del suo sviluppo nella nostra nazione, delle distinzioni esistenti a livello costituzionale e dei vuoti che rimangono da colmare. Nel pomeriggio, le relazioni sono state su "Liberi per l’Evangelo, tensione tra libertà civile e annuncio del Vangelo" (F. Pollicino) e "Il ministero regale di Cristo e alcune implicazioni politiche - Lex Rex di S. Rutherford" (Nazzareno Ulfo). L'interconnessione delle prospettive esposte ha dato una visione chiara e limpida del tema e ha avuto lo scopo di produrre una maggiore consapevolezza della coscienza cristiana in ambito civico, affinché il popolo di Dio dia "a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio" (Matteo 22,21) vivendo in modo attivo la propria doppia cittadinanza come testimone del Vangelo, luce, sale e lievito nel mondo.

Andrea Lavagna

 

Programma agape delle chiese Cerbi del 25 aprile

Come ogni anno, sin dalla fondazione delle chiese CERBI (2006) e prima ancora a partire dai primi Anni Novanta, si rinnova la bella “tradizione” dell’agape annuale del 25 aprile. L’agape è un un’occasione di comunione e testimonianza pubblica in cui le chiese sono coinvolte nella loro interezza in un incontro di popolo. Quest’anno le agapi si terranno a Milano, Pescara e Caltanissetta. Ecco i programmi indicativi della giornata.

Qui Milano
 
Tema: “Al cuore della città con l’evangelo al centro”
 
10.00 Ritrovo presso chiesa valdese, via F. Sforza 12 e programma del mattino
12.30 Pranzo al sacco in un parco cittadino
15.30 Preghiera in luoghi simbolici della città e testimonianza pubblica in piazza Duomo

Info: 338 406 3246 e 327 086 0707 

 

Qui Pescara
 
Tema: “Cercate il bene della città” (Ger 29,7)
 
10.00 Arrivo presso struttura "Cerulli" Via D'Avalos
10.30 Inizio, benvenuto
Trasferimento presso il parco ex caserma Cocco
Dono alle autorità presenti e piantumazione di un albero di ulivo.
Canti e messaggi al parco
12.30 Pranzo al sacco
14.30 Ritorno al Cerulli
Programma pomeridiano
Predicazione di Armando Granito
Condivisione e richiesta preghiera fra le chiese
Raccolta fondi per l’AEI
16.30. Conclusione
 
Info: 348 518 8717


Qui Caltanissetta

Tema: Signoria di Cristo e libertà
Luogo: Caltanissetta, via P. Nenni, 46 bis

Arrivo: ore 10:30
Canto e adorazione
Quattro brevi sessioni (20 minuti ciascuna) su:
1. La Bibbia ha una teologia della politica? (N. Ulfo)
2. Liberi per l’Evangelo: tensione tra libertà civile e annuncio del Vangelo (F. Pollicino)
3. Lo status questionis sulla libertà religiosa in Italia (I. Caradonna).
4. Il ministero regale di Cristo e alcune implicazioni politiche - Lex Rex di S. Rutherford (N. Ulfo)

Ore 12:30. Agape
Ore 15:30. Preghiera, canti e testimonianza in vari luoghi della città.
Ore 16:30. Conclusione e saluti.

 

Marzo 2018

Quale rapporto tra chiese e agenzie missionarie?
La Compagnia degli Anziani si interroga su questo nodo importante

La relazione tra le chiese locali e le agenzie missionarie che operano in Italia è stata al centro della riflessione della Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI, riunitasi a Roma il 3 marzo scorso. Molte chiese hanno al proprio interno dei missionari mandati da organizzazioni missionarie e questa presenza è un dono e una responsabilità. Un gruppo di chiese era stato incaricato di elaborare una bozza di documento che facesse il punto sulla questione e individuasse le aree critiche, oltre alle evidenti potenzialità di questo rapporto, suggerendo anche strumenti per affrontarle. Quattro documenti preparatori sono stati esaminati e ulteriormente approfonditi in vista della stesura della versione finale. La prossima CdA, convocata per ottobre 2018, ritonerà sul tema, Il desiderio è di avere uno strumento per le chiese ma anche per le agenzie missionarie con cui le chiese si interfacciano per rendere la collaborazione fruttuosa, realistica e rispettosa dei ruoli di ciascuno.
Nel corso della Compagnia, sono stati anche presentati aggiornamenti sullo sviluppo di progetti di fondazione di chiesa a Roma San Paolo, in Sicilia e a Verona, segno che le chiese sono animate da un desiderio di crescita della testimonianza evangelica in Italia. Le località della prossima agape del 25 aprile, l'annuale incontro di popolo delle chiese CERBI, sono state individuate e a breve saranno comunicati i programmi. La preghiera gli uni per gli altri e i legami di comunione esistenti hanno reso l'incontro della Compagnia ricco e benedetto.

 

Novembre 2017

Da Wittenberg a Ferrara (1517-2017) - 500° della Riforma!

A conclusione delle iniziative in occasione del 500° della Riforma protestante, l’Associazione evangelica CERBI di Ferrara ha organizzato una“Conferenza sulla Riforma del XVI secolo” nella prestigiosa Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea.

Dopo un’introduzione di Alfonso Sciasci, referente dell’Associazione, davanti ad una sala gremita, il prof. Pietro Bolognesi ha sottolineato l’importanza di chiarire quale significato dare al termine “riforma” poiché, di fronte alle sue molte accezioni, si rischia di rimanere nell’ ambiguità. Il termine Riforma nasce in ambito cattolico, sotto la spinta di vari ordini monastici, o dei Concili, soprattutto del Concilio Vaticano II che parla di “Perennis Reformatio”. In questo caso Riforma denota un rinnovamento della chiesa per migliorare certi aspetti o rinnovare pratiche liturgiche, ma senza sconvolgimenti o rimessa in discussione dei fondamenti.

Diversamente, la Riforma del XVI secolo fu un evento anche traumatico, che arrivò a riconsiderare i fondamenti non solo della chiesa ma anche della cultura occidentale. Quale prospettiva offre la Riforma protestante? Il prof. Bolognesi afferma che le sue ragioni storiche, sociali, morali e intellettuali, anche le sue basi teologiche, benché importanti, non sono sufficienti a definire la sua natura. Ciò che rappresenta il “cuore” della Riforma del XVI secolo, fondamentalmente, è la libera azione di Dio che si riappropria del suo mondo.

Il rapporto con Dio è la chiave di volta per la comprensione profonda di quell’evento. La ri-centratura su Dio nasce dalla constatazione della distanza tra il dover essere del mondo e la sua deformazione. Tutti gli eventi storici (l’invenzione della stampa, la scoperta dell’America, l’Umanesimo) sono così rivisitati come eventi non semplicemente umani, ma originati dal favore di Dio. I Riformatori, uomini fallibili e manchevoli come tutti, avevano però chiaro questo e si collocarono come “dipendenti” del Dio che muove la storia. La Riforma non è quindi un movimento dal basso, ma nasce dall’alto. Il criterio della Riforma è il primato riconosciuto a Dio.

La Riforma 500 anni dopo vede una pluralità di iniziative, un impegno notevole per la cultura italiana. Nel XVI secolo furono tre i fronti su cui la Riforma ebbe un impatto: i papisti, i libertini e gli illuminati. Questi tre fronti, sotto diverso nome, sono ancora presenti nella nostra cultura, e ancora oggi il contributo della Riforma è riaffermare che il punto centrale è il rapporto con Dio. Chi sa questo non è assillato dall’angoscia del consenso, da cui è condizionata l’attuale società, ma promuove la sua trasformazione collocandosi nel solco della Riforma protestante.

 

La Riforma è conclusa?
interessante confronto a Vicenza

Nella bella sala delle conferenze di palazzo Cordellina, sede della Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza, ha avuto luogo un’interessante confronto tra il prof. Pietro Bolognesi (Ifed) e il prof. Francesco Gasparini (Facoltà Teologica del Triveneto) sul tema “La Riforma è conclusa? Le differenze fondamentali tra cattolici e Protestanti sono davvero superate?”
La serata, a completamento di un programma celebrativo del Cinquecentenario della Riforma Protestante che ha già visto la mostra illustrata (aprile) e una serie di passeggiate cittadine (aprile-ottobre), ha registrato una buona partecipazione. 
Dopo un breve saluto da parte del Direttore della Biblioteca Bertoliana, dott. Lotto, il moderatore Luigi Dalla Pozza ha introdotto il tema della serata, ricordando che, nonostante un tormentato percorso storico, la Riforma Protestante gode oggi di un generale consenso. Una tale affermazione è stata supportata dalla lettura di alcuni passaggi di articoli da svariate testate nazionali, rimarcante come l’ecumenismo contemporaneo sembri avere risolto i disaccordi teologici fondamentali che portarono alla rottura della cristianità occidentale. 
I relatori si sono alternati negli interventi, rispondendo alle domande loro poste, ovvero: Davvero la Riforma fu “figlia della politica” e solo in seconda battuta della teologia? La Riforma viene spesso rappresentata come un movimento di rinnovamento morale della società con risvolti in ambito politico, economico, artistico, familiare; ma è possibile individuare nella Riforma un motivo fondamentale, un punto focale? Le istanze di allora possono dirsi oggi ancora attuali? Le differenze fondamentali tra cattolici e protestanti possono dirsi veramente superate? 
Il contenuto ed il tono delle relazioni hanno delineato due traiettorie nitide. Il Prof. Bolognesi ha esordito ricordando come il termine Riforma non sia stato un’invenzione Protestante, semmai un desiderio che da secoli la chiesa rincorreva senza mai realizzarlo. Ha proseguito sottolineando come con Lutero e la Riforma da lui iniziata si giunga soprattutto a ristabilire il primato di Dio sulla realtà. In effetti, ha dichiarato il prof. Bolognesi, quest’anno si è parlato molto di Riforma e poco di Dio. Eppure, ha proseguito, l’approccio a Dio è il parametro discriminante. Nella teologia cattolica è rappresentabile come un movimento lineare, un processo mediante cui l’uomo lentamente ma inesorabilmente si appressa a Dio grazie alla mediazione della Chiesa; con la Riforma protestante, al contrario, c’è la riscoperta che la frattura che separa Dio dall’uomo è incolmabile per iniziativa di quest’ultimo; solo per l’azione divina l’uomo è riconciliato per grazia mediante la fede. La giustificazione, propriamente, consiste nella dichiarazione di giustizia in Cristo imputata all’uomo. Le distanze tra cattolici e protestati, pertanto, non sono eliminabili. 
Il Prof. Gasparini, da parte sua, ha elogiato alcuni tratti del contributo di Lutero. La Riforma è stata un importante stimolo al cambiamento, e non può dirsi conclusa, in quanto la Chiesa è sempre protesa al rinnovamento. Ha inoltre evidenziato quelli che a parer suo sono degli ambiti problematici aperti dalla Riforma e tuttora non risolti: il rapporto Stato-Chiesa, l’antropologia e la questione della libertà dell’uomo, la natura della fede che salva e la sua comunicazione, il rapporto tra fede e violenza, la questione dell’intolleranza/rispetto tra fedi diverse. Per il relatore cattolico, comunque, lo snodo centrale rimane il problema della giustificazione, ovvero come l’uomo possa trovare la salvezza. 
I due relatori hanno in seguito risposto ad alcune domande del pubblico, concordando che la “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione” cattolico-luterana del 1999 è stata, appunto, una dichiarazione congiunta e non una confessione comune, e che nonostante un ascolto reciproco rispettoso, permangono differenze importanti, tra cui proprio quella del contenuto e dell’applicazione della “giustificazione”.  Insomma, una conversazione rispettosa e ricca di spunti e precisazioni, capace di delineare alcuni nodi teologici irrisolti, coerente rispetto alle reciproche identità confessionali, lontana dallo spirito mieloso dell’ecumenismo contemporaneo.

 

Ottobre 2017

Agape delle chiese Cerbi

Qui Trento

Wittenberg 1517 - Trento 2017

A due giorni dal cinquecentesimo anniversario dell'affissione delle 95 tesi da parte di Lutero, le chiese CERBI del nord Italia si sono riunite a Trento (29/10), nei luoghi simbolo del Concilio e della controriforma cattolica, per riaffermare l'attualità della Riforma protestante e l'impegno a mantenere fede, come popolo di Dio, ai principi biblici che portarono alla presa di posizione dei riformatori del xvi secolo. Quasi 400 persone hanno preso parte al culto e hanno accolto la sfida del profeta Abacuc, mediante la predicazione del pastore Pietro Bolognesi, ad ascoltare la Parola del Signore, a temerlo e ad assumere un impegno a 360 gradi e a lungo termine, che è una vera scelta di vita.

Nel pomeriggio, la passeggiata istruttiva attraverso i luoghi chiave della città, favorita dalla bella giornata, si è conclusa nella piazza di Santa Maria Maggiore davanti all'edificio ecclesiastico che ospitò le sessioni del Concilio. Su un filo rosso retto dalle persone presenti, sono state appese delle nuove tesi che testimoniano il proposito di continuare a vivere ed applicare i principi della Riforma nel contesto della società italiana di oggi, riconoscendo nella fedeltà di Dio il sostegno e la costante che nel corso della storia ha sempre accompagnato le prese di posizione in favore della sua Parola.

 

Qui Roma

In piazza Martin Lutero

L’annuale agape delle chiese CERBI per il centro sud si è svolta a Roma (28/10) con spirito di festa, ma anche con la consapevolezza di essere eredi di un messaggio importante da trasmettere. Molte decine di credenti provenienti dalle chiese sorelle, ma non solo, sono accorsi nella città che cinque secoli fa scandalizzò il monaco agostiniano che poi riscoprì l’evangelo biblico. La scelta del luogo d’incontro non è stata casuale; la giornata si è infatti svolta nella piazza che di recente è stata intitolata a Martin Lutero e che, grazie alle favorevoli condizioni metereologiche, era piena di persone con le quali molti sono riusciti a condividere il senso dell’incontro. La giornata è cominciata con una “caccia al tesoro” che ha voluto rievocare la riscoperta che cinquecento anni fa sconvolse il mondo. La riscoperta del vero tesoro: la Parola di Dio.

La lettura di alcune parti degli scritti di Lutero ha evidenziato gli effetti liberatori della scoperta del vero significato della grazia e della giustizia di Dio. Alcuni presenti hanno condiviso pubblicamente cosa significhi per loro, nella loro vita personale e quotidiana, la consapevolezza del “sola grazia”, “sola Scrittura”, “sola fede”, “solo Cristo” e “solo a Dio la gloria”. Le testimonianze sono state intervallate da canti che partendo da “Forte rocca” e passando per “Stupenda grazia” hanno rievocato la lunga storia del popolo di Dio in cui le chiese CERBI si identificano e di cui sono eredi.

Il pastore Augusto Melini ha poi predicato sul testo di Atti 24 ricordando come il termine “Riforma” sia spesso abusato e quanto invece ci sia bisogno di una riforma spirituale radicale secondo la Parola di Dio. La chiesa di Primavalle ha presentato dei canti il cui nuovo testo, come era abitudine di Lutero, è stato adattato su melodie popolari. La giornata si è conclusa con un girotondo accompagnato dal canto “Non c’è Dio grande come te!” e con la preghiera che il Signore possa operare una vera e radicale Riforma nel nostro Paese.

Testo del sermone di Augusto Melini

A proposito di Riforme... (da Atti cap. 24)
Agape Cerbi – Roma, sabato 28 ottobre 2017

L’Enciclopedia Treccani dà la seguente definizione del vocabolo “riforma”: «Modificazione sostanziale, attuata con metodo non violento, di uno stato di cose, di un’istituzione, o di un ordinamento. In particolare, il termine è stato usato per indicare innovazioni o mutamenti profondi nella vita dello Stato o della Chiesa, dovuti – almeno per quanto riguarda lo Stato – all’azione legittima e regolare dei poteri costituiti». Sempre a proposito di Stato, quante volte abbiamo sentito parlare, dai vari politici che si sono succeduti in questo ultimo ventennio, di “riforme necessarie al nostro Paese”? Oggi, celebrando in questa piazza un culto che vuole inserirsi nella cornice delle iniziative per il Quinto Centenario della Riforma protestante (1517-2017), facciamo tre brevi considerazioni.

Ci sono sempre state “riforme” di sola facciata. Nel cap. 24 del libro degli Atti l’evangelista Luca racconta come l’apostolo Paolo, in seguito al suo arresto (avvenuto a Gerusalemme per aver «fomentato le folle») e al suo trasferimento a Cesarea, sia dovuto comparire davanti al governatore Marco Antonio Felice per difendersi dalle accuse mosse contro di lui dai Giudei. Relativamente al nostro tema, vediamo che l’avvocato accusatore Tertullo inizia la propria arringa cercando di accattivarsi le simpatie del governatore (v. 3). Infatti lo loda, dicendo che durante la sua amministrazione egli ha attuato«riforme in favore di questa nazione». Ora, per dirla tutta, storici accreditati come Giuseppe Flavio (di origine ebraica) e Tacito (romano) descrivono Felice come un uomo che NON ha affatto operato in favore della «molta pace» esaltata da Tertullo. Inoltre, come ci segnala lo stesso Luca, in barba alle severe leggi romane anticorruzione, egli cerca di avere qualche “bustarella” da Paolo (v. 26). Insomma, citando Salomone: «Ciò che si è fatto è quel che si farà: non c’è niente di nuovo sotto il sole» (Ecclesiaste 1:9)! In tutte le epoche il problema è sempre stato, ed è tuttora, uno solo, lo stesso: il peccato – cioè l’allontanamento da Dio. Azioni malvagie, crudeltà, insensibilità, egocentrismo, corruzione: lo spartito non cambia e non può cambiare da solo... Soltanto l’intervento di Dio risolve!

?C’è stata nel passato una Riforma di vera rottura. Il 31 ottobre di 500 anni fa, nella cittadina tedesca di Wittenberg, attraverso il monaco agostiniano Martin Lutero, Dio diede inizio a una serie di eventi che sconvolsero letteralmente l’Europa. Il giovane professore di Sacra Scrittura, proprio come l’apostolo Paolo in Atti 24, ebbe poi a trovarsi di fronte alle grandi autorità politico-religiose del suo tempo; e, come Paolo, restò fermo sulle proprie convinzioni di fede. Quella che Dio attuò, servendosi di Lutero, fu una vera e propria riforma di rottura nei confronti di un cristianesimo – quello cattolico-romano del tempo – sempre più idolatrico, distante ormai anni luce dall’evangelo della salvezza offerta da Dio all’uomo peccatore per sola grazia – e non per opere/meriti – e mediante la sola fede in Cristo Gesù (e solo in Lui). Oggi, proprio in questa città di Roma, noi sentiamo tutto il privilegio di proclamare che, grazie alla Riforma protestante, Dio è tornato a essere Dio per l’umanità peccatrice, bisognosa di conforto vero e di salvezza certa.

?C’è ancora oggi chi si proclama erede di quella Riforma. L’apostolo Paolo, sempre in Atti 24, confessa di fronte al governatore Felice di «adorare il Dio dei suoi padri, secondo la Via (= l’evangelo di Gesù Cristo), credendo in tutte le cose che sono scritte nella Legge e nei Profeti» (v. 14). Ecco il compendio della vera fede cristiana: Dio, il Creatore di tutte le cose; la Scrittura che ce lo rivela e che è la guida autorevole in ogni aspetto della vita (non un ente ecclesiastico che amministra e dispensa); Gesù Cristo, incarnato/morto/risorto/tornato alla gloria del Padre, unico mediatore tra Dio e gli uomini. Oggi noi ci sentiamo, a tutti gli effetti, eredi della Riforma del XVI secolo e dei valori da essa (ri)messi in campo. È una bella eredità, una sfida che raccogliamo con gioia per proclamare l’unico vero Evangelo di Gesù Cristo.


Ottobre 2017

Cercando la sapienza di Dio per crescere
La Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI


Un sermone di Giuseppe Rizza su Proverbi 1,7 ha dato l'avvio alla Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI (Padova, 13-14/10/2017) richiamando l'attenzione sul tema della sapienza divina quale fattore indispensabile per camminare nella volontà di Dio. Collegandosi al V centenario della Riforma, Rizza ha ricordato come i riformatori abbiano ricentrato la ricerca della sapienza sulle direttrici della Parola biblica; la stessa scelta di campo deve essere costantemente fatta per non correre il rischio di rimanere invischiati nei richiami di sedicenti sapienze che sono carnali e fuorvianti. Proprio il centenario della Riforma ha fatto da sfondo ai lavori della Compagnia. Le chiese CERBI, infatti, sono state massicciamente impegnate nelle celebrazioni del V centenario (e lo sono tuttora) con iniziative capillari sui vari territori con l'ausilio della mostra appositamente realizzata e che ha riscontrato il plauso di molti visitatori, conferenze, tavole rotonde, passeggiate storiche, concerti, ecc. che hanno permesso di coinvolgere molte persone nella varie città. Come far maturare questo capitale d'interesse riscontrato in un avvicinamento più marcato all'evangelo è un tema che ha sollecitato la discussione. Altri temi discussi dalla Compagnia sono state le relazioni tra le chiese e le agenzie missionarie in qualche modo collegate ad esse e vari progetti in campo per sviluppare l'ecclesiologia del congregazionalismo di comunione che caratterizza le relazioni tra le chiese. La Compagnia si è anche rallegrata per l'imminente pubblicazione delle Dichiarazioni evangeliche II, curate da Pietro Bolognesi, per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna, che sono un fiore all'occhiello della pubblicistica evangelica e un prezioso strumento per promuovere l'identità evangelica dentro le chiese e fuori da esse.


Settembre 2017

L'energia in movimento della Riforma
Attualità dell’eredità evangelica a Formigine (MO)


Formigine (MO) – La Riforma Protestante è stata “una rinascita, un rinnovamento di verità dimenticate, un’esplosione di spiritualità”, la liberazione di energie in movimento per ripensare la teologia, la chiesa, la cultura, l’etica, l’economia e la politica. È così che è iniziata la conferenza “La Riforma ieri e la Riforma oggi: perché la Chiesa ha bisogno di essere sempre riformata”, tenutasi la sera di sabato 23 settembre presso la Sala Loggia del Comune di Formigine.

Sempre qui, tra sabato e domenica, l’Associazione Evangelica Formiginese con il patrocinio del Comune ha ospitato la mostra itinerante 500 della Riforma, che lontano da un’operazione archeologica ad attualizzare questa storica eredità. È in questa cornice che la conferenza ha visto oltre una cinquantina di partecipanti ascoltare e interagire con gli interventi di Leonardo De Chirico e Irene Bitassi. Mentre il primo apriva offrendo una chiave di lettura unitaria della Riforma, per non disperdersi in rivoli e rivoletti di particolari difficili da ricomporre altrimenti, la seconda ha ripercorso la vicenda riformata a Modena fra il 1536 e il 1571. Macro e micro, i grandi temi della teologia evangelica e le vivide esperienze locali.

Guardando a tre opere di Lutero del 1520, De Chirico ha esposto come la Riforma riscoprisse il rapporto diretto con Dio, possibile solo tramite l’intermediazione di Cristo. Cristo ridiventa così l’unico mezzo di salvezza e l’unico mediatore. Il fatto che non ci siano altri intermediari porta a un ribaltamento dei rapporti che cambia il volto della Chiesa, pur non discutendo i ruoli, e cambia quelli della società, dove ogni individuo è responsabilizzato davanti a Dio e alla comunità civile.

Bitassi ha illustrato come le idee della Riforma circolassero sul territorio modenese in modo piuttosto disinvolto tanto da animare la vita culturale e religiosa di Modena e al contempo impensierire lo Stato Pontificio che le contrastò sino allo smantellamento di quel tessuto evangelico che si era andato formando.

E la Riforma oggi? Mentre è di stimolo conoscere un’eredità locale prima interrotta e oggi presente, diviene sempre più cruciale mantenere alta l’alfabetizzazione sul senso profondo della Riforma per interagire in modo aggiornato e competente con le sirene ecumeniche e per liberare spore di rinnovamento evangelico nella società circostante.


Luglio 2017

La Riforma Protestante a Vicenza
150 anni dalla nascita dall'evento che ha cambiato il corso della storia europea


Sappiamo molto del '500 vicentino dal punto di vista architettonico. Fu il secolo di Andrea Palladio e libri che trattano l'argomento certamente non mancano. Molto meno, invece, sappiamo di un aspetto storico e sociale che caratterizzò quel secolo e che ebbe anche a Vicenza importanti ripercussioni. Un aspetto che, per vari motivi, i testi di storia non hanno trattato in modo esauriente e che oggi trova una nuova luce grazie ad un agile volumetto del vicentino Luigi Dalla Pozza pubblicato dall'editore Cierre: La riforma protestante nella Vicenza del Cinquecento.
Prendendo spunto proprio dalla storia, l'autore ha dato alle stampe il libro perché quella riforma compie oggi cinquecento anni (1517–2017). Un evento che ha cambiato il corso della storia europea in Italia e del quale nel tempo si è creata un'immagine spesso negativa: per questo le celebrazioni del cinquecentenario sollecitano una revisione della memoria collettiva sui fatti occorsi secoli or sono anche nella nostra città. Questa parte di storia cittadina è stata a lungo trascurata e, con alcune recenti eccezioni, inquadrata in maniera sbrigativa come "eresia". Tuttavia - si legge nelle note che accompagnano il libro - derubricare tutte le iniziative di riforma avvenute in città come “eresia”, e rinominare tutti i protagonisti del cambiamento delle corrotte prassi medievali indistintamente come “eretiche”, non è accurato né teologicamente, né storicamente. Il libro ripercorre il cinquantennio 1520-1570 raccontando il cambiamento dei costumi che si diffuse a Vicenza tra le famiglie più illustri della città, ma pure tra commercianti e artigiani. I circuiti che vennero a crearsi attorno alla Scrittura e alle letture delle pagine dei riformatori d’oltralpe sfociarono in un abbozzo di rinnovamento che voleva influenzare le strutture sociali, economiche ed urbane della città. E secondo alcuni studiosi, anche l’architettura di Andrea Palladio è un esempio di questa ricerca del nuovo. Gli effetti furono da un lato la costituzione del cenacolo di Cricoli, ovvero l’inizio della diffusione delle idee della Riforma luterana, e dall'altro la pubblicazione del Ragionamento di Alessandro Trissino, un’esortazione a confessare pubblicamente la fede e a voltare le spalle al papismo. L'autore vuole così accompagnare i lettori in un breve viaggio alla scoperta di una città e di alcune sue famiglie che accolsero le istanze della Riforma Protestante, divenendo uno dei principali centri di diffusione delle idee calviniste in Italia.
(di Alessandro Scandale; per continuare a leggere clicca qui


Giugno 2017

Un appuntamento a Milano per parlare della Riforma


“La Riforma, cosa è stata veramente?”, era questo il titolo della conferenza tenuta a Milano il pomeriggio di sabato 24 Giugno nella chiesa evangelica Punto Lode, in collaborazione con la chiesa Speranza x Milano.
La conferenza era strutturata in due parti, nella prima parte è stata esposta una panoramica sul periodo storico nel quale Lutero ha vissuto e sui principi che Lutero ha voluto sottolineare in seguito ad aver affisso le 95 tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittemberg. È stato mostrato e sottolineato come Lutero fosse un uomo che non si è mai voluto considerare “rivoluzionario” ma che ha dato una grande svolta alla storia della chiesa e soprattutto un enorme contributo a tornare alle fonti e alla genuinità della Parola di Dio. Questa prima parte della conferenza si è conclusa con un tempo dedicato alle domande e con la possibilità di osservare la mostra itinerante “500 della Riforma”, che resterà nella chiesa Punto Lode fino a Sabato 1 Luglio.
Nella seconda parte della conferenza è stato evidenziato quanto la Riforma sia compito di Dio soltanto, la Riforma non è partita da un uomo, da una coscienza individuale, da una chiesa, non è una pianificazione umana, ma la Riforma è Dio che riprende possesso del Suo mondo. Quando parliamo di Riforma non abbiamo più a che fare semplicemente con l’uomo, la chiesa, ma solo con Dio, che entra nel mondo e che dà un nuovo assetto, per modificare alle radici la comprensione che abbiamo di noi stessi e della realtà intera.
Ecco perché è importante che le chiese evangeliche prendano o riprendano coscienza ancora oggi del vero significato della Riforma. Il Prof. Bolognesi ha concluso la conferenza con l’augurio e la sincera preoccupazione che la celebrazione del Cinquecentesimo anniversario della Riforma possa suscitare nuovi interrogativi non su quello che l’uomo può fare ma su ciò che Dio potrà fare nella nostra vita e nel nostro mondo.

 

Calendario CERBI 2018

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Mostra della riforma del '500

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La fede riformata battista

La Confessione di fede battista del 1689 e il Catechismo di Spurgeon (con Strumenti per lo studio di Samuel Waldron)

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"Tanti Auguri Italia" è l'opuscolo evengelistico appositamente realizzato per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia.
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Confessiamo la fede!
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Confessiamo la fede!
I 5 Sola della Riforma riassumono efficacemente le verità centrali della fede cristiana.


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Giugno 2017:
Lutero e l’attualità: quale rilevanza della Riforma?

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Giugno 2017:
Tra musiche del Cinquecento e letture del carteggio tra Renata di Francia e Calvino

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Giugno 2017:
La Riforma come evento ecumenico?

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Maggio 2017:
Viaggio in Germania nei luoghi della Riforma protestante: impressioni dai partecipanti

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Maggio 2017:
Guicciardini e la Riforma. A margine di una mostra

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Aprile 2017:
Eredità, identità, vocazione: viaggio nei luoghi della Riforma di Lutero

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Marzo 2017:
Il centenario della Riforma come occasione di testimonianza

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