Ottobre 2026
Il libro sui riformati battisti a Trezzano Rosa (MI)
Sabato 3 ottobre 2026 alla presenza di una cinquantina di persone a Trezzano Rosa (MI) si è tenuta la presentazione del volume di Pietro Bolognesi, Riformati battisti. Profili profili confessanti della fede evangelica, Caltanissetta, Alfa & Omega 2026.
Ad animare la presentazione, oltre all’autore, è stato Marco Arturo della Chiesa Evangelica Betania di Trezzano Rosa (Mi). Nell’introdurre la serata Francesco Stelluti della chiesa Balsamoxlacittà di Cinisello Balsamo (MI), ha ricordato l’uscita nel 1989 della “Confessione di fede battista del 1689” in Studi di teologia N. 2 (1989) e la fondamentale importanza che le confessioni di fede hanno per la chiesa evangelica.
La presentazione ha seguito la traccia fornita dai cinque capitoli del libro.
L’importanza dei credi non nasce da una mera sensibilità religiosa o da una scelta individuale, ma si innesta sull'iniziativa di Dio che stabilisce un'alleanza (un patto) con il Suo popolo. Come illustrato dalla confessione antica di Deuteronomio 26,5-9 ("Mio padre era un Arameo errante..."), la dichiarazione di fede è la risposta dell'uomo all'azione primaria di Dio che lo ha liberato dalla schiavitù e dal peccato.
La conversazione ha in seguito richiamato l'importanza di recuperare i “cinque sola” della Riforma del XVI secolo (sola Scrittura, sola grazia, sola fede, solo Cristo, a Dio solo la gloria), e evidenziato che l'evangelicalismo italiano ha spesso sofferto per la mancanza di un innesto diretto tra il risveglio del XIX secolo e l'eredità teologica del XVI secolo. Ripristinare questa eredità permetterebbe anche a una piccola chiesa locale di non sentirsi isolata, ma di partecipare ad un rinnovamento teocentrico di grande ampiezza.
Poi è stato sottolineato come una comprensione teologica matura richiede una visione pienamente trinitaria che includa il ruolo dello Spirito Santo. Se la Riforma ha riscoperto il teocentrismo e il cristocentrismo, è stato soprattutto con il battismo del XVII secolo che si è ripensata l'ecclesiologia. La chiesa non è una "chiesa di popolo" (in cui si entra per tradizione o contesto sociale), ma è una comunità di confessanti, in cui lo Spirito Santo rende efficace l'opera di Cristo nella vita dei singoli credenti.
Nel corso della serata è stato problematizzato il pregiudizio secondo cui la dottrina sarebbe un contenitore teorico, rigido o astratto di cui si può anche fare a meno. Il prof. Bolognesi ha sottolineato che la Bibbia parla di "sana dottrina" perché essa produce salute e fervore spirituale, spingendo all'azione e all'impegno pratico e concreto. Come esempio storico Bolognesi ha ricordato il battista William Carey, il cui rigore teologico sull'espiazione di Cristo fu il propulsore per la nascita delle missioni moderne che lo spinse ad andare India.
Contro la tendenza moderna di identità "liquide" e “vaporose”, l'identità cristiana è stata descritta come solida e radicata nella parola di Dio. Sia Bolognesi e Marco Arturo hanno evidenziato e problematizzato l'errata contrapposizione sociologica tra autorità/verità e libertà. Nella prospettiva biblica l'autorità e la verità di Dio non comprimono la libertà, ma la fondano: "conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".
Infine, le conversazioni hanno sottolineato il valore delle confessioni di fede storiche. Esse rappresentano i "giganti" sulle cui spalle la Chiesa si appoggia per dichiarare la propria fede in modo comunitario e coerente.