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Ottobre 2017

Agape delle chiese Cerbi

Qui Trento

Wittenberg 1517 - Trento 2017

A due giorni dal cinquecentesimo anniversario dell'affissione delle 95 tesi da parte di Lutero, le chiese CERBI del nord Italia si sono riunite a Trento (29/10), nei luoghi simbolo del Concilio e della controriforma cattolica, per riaffermare l'attualità della Riforma protestante e l'impegno a mantenere fede, come popolo di Dio, ai principi biblici che portarono alla presa di posizione dei riformatori del xvi secolo. Quasi 400 persone hanno preso parte al culto e hanno accolto la sfida del profeta Abacuc, mediante la predicazione del pastore Pietro Bolognesi, ad ascoltare la Parola del Signore, a temerlo e ad assumere un impegno a 360 gradi e a lungo termine, che è una vera scelta di vita.

Nel pomeriggio, la passeggiata istruttiva attraverso i luoghi chiave della città, favorita dalla bella giornata, si è conclusa nella piazza di Santa Maria Maggiore davanti all'edificio ecclesiastico che ospitò le sessioni del Concilio. Su un filo rosso retto dalle persone presenti, sono state appese delle nuove tesi che testimoniano il proposito di continuare a vivere ed applicare i principi della Riforma nel contesto della società italiana di oggi, riconoscendo nella fedeltà di Dio il sostegno e la costante che nel corso della storia ha sempre accompagnato le prese di posizione in favore della sua Parola.

 

Qui Roma

In piazza Martin Lutero

L’annuale agape delle chiese CERBI per il centro sud si è svolta a Roma (28/10) con spirito di festa, ma anche con la consapevolezza di essere eredi di un messaggio importante da trasmettere. Molte decine di credenti provenienti dalle chiese sorelle, ma non solo, sono accorsi nella città che cinque secoli fa scandalizzò il monaco agostiniano che poi riscoprì l’evangelo biblico. La scelta del luogo d’incontro non è stata casuale; la giornata si è infatti svolta nella piazza che di recente è stata intitolata a Martin Lutero e che, grazie alle favorevoli condizioni metereologiche, era piena di persone con le quali molti sono riusciti a condividere il senso dell’incontro. La giornata è cominciata con una “caccia al tesoro” che ha voluto rievocare la riscoperta che cinquecento anni fa sconvolse il mondo. La riscoperta del vero tesoro: la Parola di Dio.

La lettura di alcune parti degli scritti di Lutero ha evidenziato gli effetti liberatori della scoperta del vero significato della grazia e della giustizia di Dio. Alcuni presenti hanno condiviso pubblicamente cosa significhi per loro, nella loro vita personale e quotidiana, la consapevolezza del “sola grazia”, “sola Scrittura”, “sola fede”, “solo Cristo” e “solo a Dio la gloria”. Le testimonianze sono state intervallate da canti che partendo da “Forte rocca” e passando per “Stupenda grazia” hanno rievocato la lunga storia del popolo di Dio in cui le chiese CERBI si identificano e di cui sono eredi.

Il pastore Augusto Melini ha poi predicato sul testo di Atti 24 ricordando come il termine “Riforma” sia spesso abusato e quanto invece ci sia bisogno di una riforma spirituale radicale secondo la Parola di Dio. La chiesa di Primavalle ha presentato dei canti il cui nuovo testo, come era abitudine di Lutero, è stato adattato su melodie popolari. La giornata si è conclusa con un girotondo accompagnato dal canto “Non c’è Dio grande come te!” e con la preghiera che il Signore possa operare una vera e radicale Riforma nel nostro Paese.

Testo del sermone di Augusto Melini

A proposito di Riforme... (da Atti cap. 24)
Agape Cerbi – Roma, sabato 28 ottobre 2017

L’Enciclopedia Treccani dà la seguente definizione del vocabolo “riforma”: «Modificazione sostanziale, attuata con metodo non violento, di uno stato di cose, di un’istituzione, o di un ordinamento. In particolare, il termine è stato usato per indicare innovazioni o mutamenti profondi nella vita dello Stato o della Chiesa, dovuti – almeno per quanto riguarda lo Stato – all’azione legittima e regolare dei poteri costituiti». Sempre a proposito di Stato, quante volte abbiamo sentito parlare, dai vari politici che si sono succeduti in questo ultimo ventennio, di “riforme necessarie al nostro Paese”? Oggi, celebrando in questa piazza un culto che vuole inserirsi nella cornice delle iniziative per il Quinto Centenario della Riforma protestante (1517-2017), facciamo tre brevi considerazioni.

Ci sono sempre state “riforme” di sola facciata. Nel cap. 24 del libro degli Atti l’evangelista Luca racconta come l’apostolo Paolo, in seguito al suo arresto (avvenuto a Gerusalemme per aver «fomentato le folle») e al suo trasferimento a Cesarea, sia dovuto comparire davanti al governatore Marco Antonio Felice per difendersi dalle accuse mosse contro di lui dai Giudei. Relativamente al nostro tema, vediamo che l’avvocato accusatore Tertullo inizia la propria arringa cercando di accattivarsi le simpatie del governatore (v. 3). Infatti lo loda, dicendo che durante la sua amministrazione egli ha attuato«riforme in favore di questa nazione». Ora, per dirla tutta, storici accreditati come Giuseppe Flavio (di origine ebraica) e Tacito (romano) descrivono Felice come un uomo che NON ha affatto operato in favore della «molta pace» esaltata da Tertullo. Inoltre, come ci segnala lo stesso Luca, in barba alle severe leggi romane anticorruzione, egli cerca di avere qualche “bustarella” da Paolo (v. 26). Insomma, citando Salomone: «Ciò che si è fatto è quel che si farà: non c’è niente di nuovo sotto il sole» (Ecclesiaste 1:9)! In tutte le epoche il problema è sempre stato, ed è tuttora, uno solo, lo stesso: il peccato – cioè l’allontanamento da Dio. Azioni malvagie, crudeltà, insensibilità, egocentrismo, corruzione: lo spartito non cambia e non può cambiare da solo... Soltanto l’intervento di Dio risolve!

?C’è stata nel passato una Riforma di vera rottura. Il 31 ottobre di 500 anni fa, nella cittadina tedesca di Wittenberg, attraverso il monaco agostiniano Martin Lutero, Dio diede inizio a una serie di eventi che sconvolsero letteralmente l’Europa. Il giovane professore di Sacra Scrittura, proprio come l’apostolo Paolo in Atti 24, ebbe poi a trovarsi di fronte alle grandi autorità politico-religiose del suo tempo; e, come Paolo, restò fermo sulle proprie convinzioni di fede. Quella che Dio attuò, servendosi di Lutero, fu una vera e propria riforma di rottura nei confronti di un cristianesimo – quello cattolico-romano del tempo – sempre più idolatrico, distante ormai anni luce dall’evangelo della salvezza offerta da Dio all’uomo peccatore per sola grazia – e non per opere/meriti – e mediante la sola fede in Cristo Gesù (e solo in Lui). Oggi, proprio in questa città di Roma, noi sentiamo tutto il privilegio di proclamare che, grazie alla Riforma protestante, Dio è tornato a essere Dio per l’umanità peccatrice, bisognosa di conforto vero e di salvezza certa.

?C’è ancora oggi chi si proclama erede di quella Riforma. L’apostolo Paolo, sempre in Atti 24, confessa di fronte al governatore Felice di «adorare il Dio dei suoi padri, secondo la Via (= l’evangelo di Gesù Cristo), credendo in tutte le cose che sono scritte nella Legge e nei Profeti» (v. 14). Ecco il compendio della vera fede cristiana: Dio, il Creatore di tutte le cose; la Scrittura che ce lo rivela e che è la guida autorevole in ogni aspetto della vita (non un ente ecclesiastico che amministra e dispensa); Gesù Cristo, incarnato/morto/risorto/tornato alla gloria del Padre, unico mediatore tra Dio e gli uomini. Oggi noi ci sentiamo, a tutti gli effetti, eredi della Riforma del XVI secolo e dei valori da essa (ri)messi in campo. È una bella eredità, una sfida che raccogliamo con gioia per proclamare l’unico vero Evangelo di Gesù Cristo.


Ottobre 2017

Cercando la sapienza di Dio per crescere
La Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI


Un sermone di Giuseppe Rizza su Proverbi 1,7 ha dato l'avvio alla Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI (Padova, 13-14/10/2017) richiamando l'attenzione sul tema della sapienza divina quale fattore indispensabile per camminare nella volontà di Dio. Collegandosi al V centenario della Riforma, Rizza ha ricordato come i riformatori abbiano ricentrato la ricerca della sapienza sulle direttrici della Parola biblica; la stessa scelta di campo deve essere costantemente fatta per non correre il rischio di rimanere invischiati nei richiami di sedicenti sapienze che sono carnali e fuorvianti. Proprio il centenario della Riforma ha fatto da sfondo ai lavori della Compagnia. Le chiese CERBI, infatti, sono state massicciamente impegnate nelle celebrazioni del V centenario (e lo sono tuttora) con iniziative capillari sui vari territori con l'ausilio della mostra appositamente realizzata e che ha riscontrato il plauso di molti visitatori, conferenze, tavole rotonde, passeggiate storiche, concerti, ecc. che hanno permesso di coinvolgere molte persone nella varie città. Come far maturare questo capitale d'interesse riscontrato in un avvicinamento più marcato all'evangelo è un tema che ha sollecitato la discussione. Altri temi discussi dalla Compagnia sono state le relazioni tra le chiese e le agenzie missionarie in qualche modo collegate ad esse e vari progetti in campo per sviluppare l'ecclesiologia del congregazionalismo di comunione che caratterizza le relazioni tra le chiese. La Compagnia si è anche rallegrata per l'imminente pubblicazione delle Dichiarazioni evangeliche II, curate da Pietro Bolognesi, per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna, che sono un fiore all'occhiello della pubblicistica evangelica e un prezioso strumento per promuovere l'identità evangelica dentro le chiese e fuori da esse.


Settembre 2017

L'energia in movimento della Riforma
Attualità dell’eredità evangelica a Formigine (MO)


Formigine (MO) – La Riforma Protestante è stata “una rinascita, un rinnovamento di verità dimenticate, un’esplosione di spiritualità”, la liberazione di energie in movimento per ripensare la teologia, la chiesa, la cultura, l’etica, l’economia e la politica. È così che è iniziata la conferenza “La Riforma ieri e la Riforma oggi: perché la Chiesa ha bisogno di essere sempre riformata”, tenutasi la sera di sabato 23 settembre presso la Sala Loggia del Comune di Formigine.

Sempre qui, tra sabato e domenica, l’Associazione Evangelica Formiginese con il patrocinio del Comune ha ospitato la mostra itinerante 500 della Riforma, che lontano da un’operazione archeologica ad attualizzare questa storica eredità. È in questa cornice che la conferenza ha visto oltre una cinquantina di partecipanti ascoltare e interagire con gli interventi di Leonardo De Chirico e Irene Bitassi. Mentre il primo apriva offrendo una chiave di lettura unitaria della Riforma, per non disperdersi in rivoli e rivoletti di particolari difficili da ricomporre altrimenti, la seconda ha ripercorso la vicenda riformata a Modena fra il 1536 e il 1571. Macro e micro, i grandi temi della teologia evangelica e le vivide esperienze locali.

Guardando a tre opere di Lutero del 1520, De Chirico ha esposto come la Riforma riscoprisse il rapporto diretto con Dio, possibile solo tramite l’intermediazione di Cristo. Cristo ridiventa così l’unico mezzo di salvezza e l’unico mediatore. Il fatto che non ci siano altri intermediari porta a un ribaltamento dei rapporti che cambia il volto della Chiesa, pur non discutendo i ruoli, e cambia quelli della società, dove ogni individuo è responsabilizzato davanti a Dio e alla comunità civile.

Bitassi ha illustrato come le idee della Riforma circolassero sul territorio modenese in modo piuttosto disinvolto tanto da animare la vita culturale e religiosa di Modena e al contempo impensierire lo Stato Pontificio che le contrastò sino allo smantellamento di quel tessuto evangelico che si era andato formando.

E la Riforma oggi? Mentre è di stimolo conoscere un’eredità locale prima interrotta e oggi presente, diviene sempre più cruciale mantenere alta l’alfabetizzazione sul senso profondo della Riforma per interagire in modo aggiornato e competente con le sirene ecumeniche e per liberare spore di rinnovamento evangelico nella società circostante.


Luglio 2017

La Riforma Protestante a Vicenza
150 anni dalla nascita dall'evento che ha cambiato il corso della storia europea


Sappiamo molto del '500 vicentino dal punto di vista architettonico. Fu il secolo di Andrea Palladio e libri che trattano l'argomento certamente non mancano. Molto meno, invece, sappiamo di un aspetto storico e sociale che caratterizzò quel secolo e che ebbe anche a Vicenza importanti ripercussioni. Un aspetto che, per vari motivi, i testi di storia non hanno trattato in modo esauriente e che oggi trova una nuova luce grazie ad un agile volumetto del vicentino Luigi Dalla Pozza pubblicato dall'editore Cierre: La riforma protestante nella Vicenza del Cinquecento.
Prendendo spunto proprio dalla storia, l'autore ha dato alle stampe il libro perché quella riforma compie oggi cinquecento anni (1517–2017). Un evento che ha cambiato il corso della storia europea in Italia e del quale nel tempo si è creata un'immagine spesso negativa: per questo le celebrazioni del cinquecentenario sollecitano una revisione della memoria collettiva sui fatti occorsi secoli or sono anche nella nostra città. Questa parte di storia cittadina è stata a lungo trascurata e, con alcune recenti eccezioni, inquadrata in maniera sbrigativa come "eresia". Tuttavia - si legge nelle note che accompagnano il libro - derubricare tutte le iniziative di riforma avvenute in città come “eresia”, e rinominare tutti i protagonisti del cambiamento delle corrotte prassi medievali indistintamente come “eretiche”, non è accurato né teologicamente, né storicamente. Il libro ripercorre il cinquantennio 1520-1570 raccontando il cambiamento dei costumi che si diffuse a Vicenza tra le famiglie più illustri della città, ma pure tra commercianti e artigiani. I circuiti che vennero a crearsi attorno alla Scrittura e alle letture delle pagine dei riformatori d’oltralpe sfociarono in un abbozzo di rinnovamento che voleva influenzare le strutture sociali, economiche ed urbane della città. E secondo alcuni studiosi, anche l’architettura di Andrea Palladio è un esempio di questa ricerca del nuovo. Gli effetti furono da un lato la costituzione del cenacolo di Cricoli, ovvero l’inizio della diffusione delle idee della Riforma luterana, e dall'altro la pubblicazione del Ragionamento di Alessandro Trissino, un’esortazione a confessare pubblicamente la fede e a voltare le spalle al papismo. L'autore vuole così accompagnare i lettori in un breve viaggio alla scoperta di una città e di alcune sue famiglie che accolsero le istanze della Riforma Protestante, divenendo uno dei principali centri di diffusione delle idee calviniste in Italia.
(di Alessandro Scandale; per continuare a leggere clicca qui


Giugno 2017

Un appuntamento a Milano per parlare della Riforma


“La Riforma, cosa è stata veramente?”, era questo il titolo della conferenza tenuta a Milano il pomeriggio di sabato 24 Giugno nella chiesa evangelica Punto Lode, in collaborazione con la chiesa Speranza x Milano.
La conferenza era strutturata in due parti, nella prima parte è stata esposta una panoramica sul periodo storico nel quale Lutero ha vissuto e sui principi che Lutero ha voluto sottolineare in seguito ad aver affisso le 95 tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittemberg. È stato mostrato e sottolineato come Lutero fosse un uomo che non si è mai voluto considerare “rivoluzionario” ma che ha dato una grande svolta alla storia della chiesa e soprattutto un enorme contributo a tornare alle fonti e alla genuinità della Parola di Dio. Questa prima parte della conferenza si è conclusa con un tempo dedicato alle domande e con la possibilità di osservare la mostra itinerante “500 della Riforma”, che resterà nella chiesa Punto Lode fino a Sabato 1 Luglio.
Nella seconda parte della conferenza è stato evidenziato quanto la Riforma sia compito di Dio soltanto, la Riforma non è partita da un uomo, da una coscienza individuale, da una chiesa, non è una pianificazione umana, ma la Riforma è Dio che riprende possesso del Suo mondo. Quando parliamo di Riforma non abbiamo più a che fare semplicemente con l’uomo, la chiesa, ma solo con Dio, che entra nel mondo e che dà un nuovo assetto, per modificare alle radici la comprensione che abbiamo di noi stessi e della realtà intera.
Ecco perché è importante che le chiese evangeliche prendano o riprendano coscienza ancora oggi del vero significato della Riforma. Il Prof. Bolognesi ha concluso la conferenza con l’augurio e la sincera preoccupazione che la celebrazione del Cinquecentesimo anniversario della Riforma possa suscitare nuovi interrogativi non su quello che l’uomo può fare ma su ciò che Dio potrà fare nella nostra vita e nel nostro mondo.

 

Calendario CERBI 2017

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La fede riformata battista

La Confessione di fede battista del 1689 e il Catechismo di Spurgeon (con Strumenti per lo studio di Samuel Waldron)

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"Tanti Auguri Italia" è l'opuscolo evengelistico appositamente realizzato per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia.
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Confessiamo la fede!
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Confessiamo la fede!
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Giugno 2017:
Lutero e l’attualità: quale rilevanza della Riforma?

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Giugno 2017:
Tra musiche del Cinquecento e letture del carteggio tra Renata di Francia e Calvino

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Giugno 2017:
La Riforma come evento ecumenico?

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Maggio 2017:
Viaggio in Germania nei luoghi della Riforma protestante: impressioni dai partecipanti

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Maggio 2017:
Guicciardini e la Riforma. A margine di una mostra

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Aprile 2017:
Eredità, identità, vocazione: viaggio nei luoghi della Riforma di Lutero

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Marzo 2017:
Il centenario della Riforma come occasione di testimonianza

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