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Agosto 2015

Un ricordo del past. Paul Finch (1943-2015)

Il 5 agosto 2015 si è tenuto a Ferrara un servizio di commemorazione del past. Paul Finch. Riportiamo una traccia del sermone che è stato predicato per l'occasione che contiene un ricordo di Paul e un richiamo della Parola a costruire bene la propria vita, soprattutto sul fondamento giusto.

1 Corinzi 3,10-15

Come quella del poeta Giuseppe Ungaretti, anche la vita di Paul si è dipanata lungo quattro fiumi: 

il Tamigi a Londra che lo ha visto nascere, crescere, diventare uomo; rinascere come cristiano e muovere i primi passi nella vita cristiana;

l’Arno di Firenze in cui ha iniziato a sciacquare i suoi panni inglesi nella cultura italiana e ad impratichirsi nell’opera dell’evangelo in Italia;

il Bacchiglione di Padova e Vicenza, che Paul ha percorso a ritroso, dove ha condiviso in pieno il servizio di conduzione di chiese evangeliche italiane, contribuendo anche alla nascita e al consolidamento di importanti iniziative teologiche e culturali come l’IFED;

il Po di Ferrara dove è arrivato sei anni fa con tante speranze e qualche preoccupazione. Il Po, tristemente famoso anche per i suoi vortici d’acqua, lo ha risucchiato via lasciando un vuoto profondo nei nostri cuori.

Parafrasando ed attualizzando il salmo 137, evocato anche dal poeta Quasimodo, oggi noi possiamo dire: “Là presso i fiumi della vita di Paul sedevamo e piangevamo ricordandoci di lui”.

Ci sono altri modi per rappresentare la vita di una persona. Nel testo biblico che abbiamo letto, l’apostolo Paolo usa la metafora della costruzione di una casa. La vita, la nostra vita, è come una casa che costruiamo con quello che siamo e che facciamo. E’ la casa della nostra vita. Anche la vita di Paul è stata un cantiere in cui per 72 anni l’attività di costruzione è stata intensa e appassionata.

Di quell’edificio voglio solo evocare tre caratteristiche: qualche rifinitura di paglia, una struttura di materiali di pregio, il fondamento solido su cui l’intera costruzione ha retto e reggerà.

 

1. Qualche rifinitura di paglia

Paolo dice che, nel costruire la casa della nostra vita, abbiamo la responsabilità della scelta dei materiali. Qui il campionario immaginabile spazia dai materiali di valore e resistenti (oro, argento, pietre preziose) a quelli scadenti e di risulta (paglia, fieno, legna). Si può costruire con i primi oppure con i secondi. Con che cosa ha costruito Paul?

L’ultimo giorno  è stato probabilmente un giorno in cui Paul ha maneggiato della paglia con maledetta disinvoltura. Ha preso in mano un legno tagliente e si è fatto male. Ha tragicamente toccato del fieno bruciato che ha fatto andare in fiamme tutto. Si è trattato di una tragica rifinitura che, invece, di essere costruita con i materiali pregiati che Paul ben conosceva, ha attinto al mercato scadente della paglia.

Questa dolorosa constatazione non ci autorizza a ergerci giudici al posto di Dio. Una spirale di travaglio interno aveva solcato profondamente gli ultimi anni della vita di Paul. Anche gli uomini di Dio, come Paul lo era, possono attraversare la valle dell’ombra della morte e ritrovarsi a maneggiare materiali altamente infiammabili e pericolosi. D’altronde, chi di noi è senza peccato, scagli la prima pietra. Dio solo sa le tensioni dell’ultimo giorno nel cuore provato di Paul e Dio giudicherà in modo imparziale. Il fuoco del brano è quello del giusto giudizio di Dio che passerà sopra tutto e tutti, nessuno escluso.

Tutti noi abbiamo in mano tanta paglia e legno. L’aver le mani impolverate di paglia ci invita a fare un bagno di realtà e di umiltà. Paolo invita i cristiani di Corinto che pensano di essere super-spirituali e già arrivati alla maturità piena ad avere un concetto sobrio di sé. Nel suo commentario alla lettera ai Corinzi, il riformatore Giovanni Calvino (che visitò Ferrara nel 1536) dice anche grandi uomini di Dio del passato hanno costruito con materiali scadenti. Calvino cita colonne della chiesa del calibro di Cipriano, Ambrogio, Agostino, Gregorio Magno e Bernardo di Chiaravalle. Questi grandi padri della chiesa hanno talvolta indugiato nell’usare materiali di risulta. Anche Calvino lo ha fatto.

Come ciascuno di loro e di noi, anche Paul ha costruito con paglia, fieno e legno, l’ultimo giorno soprattutto, quello che ci ha convocato qui. La domanda non è tanto e non solo per Paul, ma per ciascuno di noi qui presente: con che cosa stai costruendo la tua casa? C’è tanta paglia in giro che rende la tua vita pericolosamente e velocemente infiammabile. E’ questo il materiale migliore? Davvero vuoi costruire una catapecchia di cartapesta alla mercé delle intemperie della vita?

 

2. Una struttura di pietre di valore

La presenza di qualche rifinitura di paglia non mette in discussione la sostanziale bellezza della struttura portante che Dio ha permesso che Paul costruisse nel corso della sua vita. Abbiamo già sentito un ampio inventario di pietre preziose che Paul ha sparso nella vita di tante persone. Molti di voi possono testimoniare personalmente della ricchezza ricevuta nel conoscere una persona come Paul.

Non è certo questa la sede per tracciare un bilancio della vita di Paul. In un certo senso, il suo servizio è stato ricco e polifunzionale con il suo amato coltellino Victorinox che portava sempre ben allacciato ai passanti del pantalone. Polivalente, affidabile, preciso.

Alle cose già udite nelle testimonianze che mi hanno preceduto, se ne potrebbero aggiungere molte altre che illustrerebbero le pietre preziose che Paul ha seminato e condiviso nella sua vita. Mi piace però qui ricordare un testo biblico che riassume uno dei tratti dell’animo di Paul. Giacomo 3,13: “Chi è fra di voi saggio e intelligente? Mostri con la buona condotta le sue opere compiute con mansuetudine e saggezza”. Una saggezza mansueta o una mansuetudine saggia. Ecco chi era Paul: un animo gentile, sicuramente in continuità con i modi aggraziati dell’educazione britannica, ma domati, ammaestrati e raffinati dalla grazia di Dio.

Prima di tutto, Paul non era un uomo cortese in quanto inglese. Lo era in quanto cristiano che amava il suo Signore e la sua chiesa: la chiesa, la comunità dei credenti riuniti intorno alla Parola, è stata sempre al centro delle sue passioni. Paul stimava la Parola di Dio, la Bibbia, al punto da memorizzare molti salmi che citava nelle più svariate circostanze. Paul piangeva per le condizioni delle persone senza Cristo e mostrava empatia verso tutti coloro che incontrava. Un uomo saggio e mansueto che ha distribuito i doni che Dio gli aveva dato come perle che arricchivano chi le ha ricevute.

 

3. Un fondamento sicuro

Per quanto difficile sia stata la sua fine ed ammirevole sia stato il suo cammino, il destino eterno di Paul non è legato ad una sua prestazione vicina o lontana nel tempo. C’è qualcosa che va oltre la costruzione ed è il fondamento. Questo fondamento della casa fa la differenza radicale nel giudizio. Il fuoco metaforico del giudizio di Dio brucia tutto quello che non ha onorato Dio e fa risaltare invece ciò che lo ha onorato. La salvezza della persona, tuttavia, dipende dal fondamento della casa che è posto a base portante della vita.

Paolo dice di aver posto nella vita dei cristiani di Corinto l’unico fondamento che ha retto, che regge e che reggerà le intemperie della vita: Gesù Cristo. La fede in Gesù è il fondamento della vita cristiana che fa la differenza. Non un fondamento basato sulle opere, sui meriti, sui rituali religiosi, ma il fondamento ricevuto per la grazia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo. L’unico fondamento sicuro, affidabile, vero, solido, resistente e che alla fine farà la differenza nel giudizio di Dio. Paolo è consapevole che per alcuni questo fondamento è pazzia, per altri è scandalo, ma per i cristiani la fede nel Figlio di Dio fattosi uomo, morto sulla croce per i peccatori e risorto dai morti è la potenza di Dio per la salvezza di chi crede.

Paul aveva creduto in Gesù Cristo in tenera età e, da allora, la sua vita era stata fondata su Gesù Cristo. Questo fondamento è stato la cosa più cara che abbia avuto. Condividere Gesù Cristo con altri è stata la passione della sua vita. E’ stata la motivazione principale che lo ha spinto da Londra a trasferirsi in Italia e a spendere la sua esistenza tra noi.

Paul sapeva molto bene che molti italiani erano e sono religiosi. Sapeva anche che molti hanno un’idea confusa del vangelo di Gesù Cristo. Forse anche tu oggi pensi che se ti comporti bene, se fai il bene nei limiti del possibile, se non fai male a nessuno, forse Dio ti accetterà. Questo non è il fondamento di Gesù Cristo. Al contrario, è scambiare le pareti e le finestre col fondamento. Significa invertire le cose e confonderle pericolosamente. La salvezza non è un sistema a punti che si accumulano: è al contrario un dono ricevuto per fede. Il fondamento è stabilito per grazia di Dio mediante la fede soltanto: credere in Gesù Cristo, affidarsi a Lui, fidarsi di Lui: ecco il fondamento. Il resto della casa (i materiali, i muri, il tetto) è costruito dopo ed in base alla presenza o meno del fondamento.

Paul ha costruito con alcune fascine di paglia e con molte pietre preziose. Eppure, Dio lo ha ricevuto presso di Sé non perché fosse una brava persona, ma perché era un credente in Gesù Cristo. Il fondamento della sua vita, Gesù Cristo, era quello giusto, sano, vero, l’unico in grado di essere accettato da Dio.

Ci siamo chiesti con che cosa stiamo costruendo le nostre vite. Ma permettetemi di chiedervi quale sia il fondamento della vostra vita. Se Paul fosse ancora tra noi, qui e ora, non vorrebbe che l’attenzione fosse fissata su di lui. In fondo, era una persona che non amava stare sotto i riflettori. Sicuramente, Paul avrebbe colto questa opportunità per incoraggiare tutti i suoi amici, di antica data e di recente conoscenza, a credere in Gesù Cristo e fare della fede in Gesù Cristo il fondamento della propria vita. Altri sedicenti fondamenti saranno sbaragliati, ma quello di Gesù rimane e rimarrà per sempre. Voglia il Signore che ciascuno di noi esca da questa commemorazione certamente commosso, ma ancor più sicuramente credente nello stesso Gesù Cristo in cui anche Paul aveva creduto.

 

Luglio 2015

Campo Pietre Viventi, decima edizione!

Nella cornice delle Alpi bellunesi, a Faller di Sovramonte (Bl) dal 28/6 al 4/7 si è svolta la decima edizione del campo Pietre Viventi. Più di quaranta bambini e ragazzi dagli otto ai dodici anni provenienti da varie chiese, ma anche da famiglie non cristiane, hanno vissuto un'intensa settimana di studio, gioco, avventure e altro.
La vita di Salomone in un ottica cristocentrica, con la sua storia e i suoi scritti (Proverbi, Cantico dei cantici, Ecclesiaste), ha orientato ogni attività, senza divisioni tra ciò che si definisce sacro e il divertimento o le conversazioni o il fare. La predicazione, i laboratori e i momenti di discussione per applicare concretamente e visivamente la Parola alla vita e alle domande dei bimbi e dei ragazzi hanno registrato un crescendo nella qualità e nelle sfide. Anche quest’anno,come nei precedenti si è cercato di vedere l’opera di Dio nella storia. Negli anni precedenti si è parlato di artisti, statisti, politici cristiani: quest’anno di C.S. Lewis. Il desiderio del campo rimane quello di essere un supporto al lavoro delle famiglie e delle chiese, nonché di essere uno strumento di evangelizzazione.

 

Aprile 2015

Agape del 25 Aprile 2015

QUI PADOVA

“Ecco vengono i giorni, dice il Signore, Dio, in cui manderò … la fame e la sete di ascoltare la Parola di Dio”. Queste parole del profeta Amos hanno caratterizzato la gioiosa agape annuale delle chiese del Centro-Nord, celebrata a Padova il 25 aprile. L’appuntamento, ormai consolidato nelle tradizioni delle chiese CERBI, è stato arricchito dalle celebrazioni per il quarantesimo anno dalla costituzione della chiesa di Padova. Su questa significativa ricorrenza, si è innestato il tema dell’incontro mattutino, dal titolo “Una nuova società: il contributo evangelico”, sviluppato con gli interventi dei pastori Calanchi, Patuelli e Clemente, in cui è stata sottolineata l’importanza della fede evangelica riformata per la costruzione di una nuova società, rispettivamente “…con vite trasformate”, “…con una comunità integrata”, “…con iniziative culturali significative”. La chiesa di Padova, in questi quarant’anni, grazie ad un’identità centrata sulla Parola di Dio, ha potuto incarnare questa chiamata, con responsabilità e costanza. La presenza delle autorità cittadine, rappresentate dall’assessore Alessandra Brunetti, responsabile, tra le altre cose, dei rapporti con il mondo religioso, ha evidenziato il costante collegamento degli evangelici di Padova con la vita della città. Nel suo saluto, l’assessore, facendo eco al pastore Pietro Bolognesi, che aveva evidenziato la capacità della visione evangelica riformata di “aprire una nuova strada, alternativa sia alle derive laiciste sia alle chiusure confessionali, per appagare la fame e la sete più profonda della città”,  ha aperto all’opportunità di costituire un “tavolo di dialogo per le religioni presenti in questa città” da cui evidentemente non saranno esclusi gli evangelici.
Alle celebrazioni del mattino è seguito l’incoraggiante momento di comunione fraterna, durante il pranzo in comune. Nel pomeriggio, dopo aver ricevuto alcuni “flash di discernimento spirituale sulla città” e pregato insieme, il festoso popolo si è spostato nella centrale piazza Prato della Valle per proclamare la buona notizia dell’Evangelo, attraverso il canto e la lettura pubblica della Parola di Dio.

 

QUI PESCARA

Dio allarga i tuoi confini! Questo è stato il tema dell’agape CERBI del Centro tenutasi a Pescara il 25 aprile scorso, che si ricollega al progetto di fondazione di una chiesa, da parte della chiesa CERBI di Chieti, proprio nella zona dell’agape, denominato appunto “Nuovi Confini”.  Nella bella e funzionale struttura dell’Ex Aurum, al centro della città adriatica, 130 persone provenienti da  Campagna (SA),  Monte di Procida (NA), Roma, Peschici (FG), Vasto (CH), Montesilvano (PE), Pescara e Chieti si sono incontrate per  ribadire che Dio ha creato l’uomo donandogli confini estremamente ampi, che la volontaria trasgressione e la rottura del Patto suggerita da Satana hanno tragicamente ristretto i confini della sua esistenza, ma che la grazia di Dio, offerta in Cristo, ridilata tutti i confini, permettendo ai figli di Dio una vera libertà.
L’agape ha avuto due momenti significativi:  il primo, al mattino,  all’interno della struttura nella quale, dopo l’accoglienza, il saluto e la preghiera il pastore Antonino Memme ha predicato sul testo di II Cronache 4, 9-10 (Un uomo dai larghi confini) mettendo in evidenza come  Jabes fosse un un uomo segnato dal dolore, che portava un nome compromettente, (“addolorante”, “affliggente”,)  ma che nonostante questo desiderava che la propria esistenza e quella del popolo di Dio vivesse pensando a confini allargati permessi dal grande, unico e sovrano Dio d’Israele.
Tutti si sono mossi poi nel vicino e bellissimo Parco d’Avalos dove il Vangelo è stato annunciato alle tante famiglie presenti in modo partecipativo e vivace con canti, testimonianze, esposizione di cartelloni, mimo, brevi predicazioni e distribuzione di un volantino scritto appositamente sul tema  della giornata. Il Signore ha permesso alcuni colloqui significativi con le persone presenti all’evangelizzazione. Il pranzo conviviale, consumato nello stesso Parco, ha permesso di avere momenti di dialogo e di maggiore conoscenza gli uni degli altri.
Il tempo pomeridiano, trascorso nell’accogliente  struttura Ex Aurum, è iniziato con l’apprezzato saluto di Giacomo Ciccone, presidente dell’AEI, che si è rallegrato dell’occasione dell’agape come espressione dell’unità del popolo di Dio. Il fratello Antonio Del Gaudio poi, della chiesa di Monte di Procida, ha predicato in modo efficace un messaggio evangelistico sul testo di Gioele 2,12-13, invitando le persone a tornare al Signore dopo i dolorosi sconfinamenti dovuti al peccato. La giornata si è chiusa con una richiesta di preghiera relativa ad ogni chiesa presente, la benedizione e l’arrivederci al prossimo anno.

 

QUI MILAZZO

L’agape CERBI del Sud Italia, quest’anno, ha avuto luogo a Milazzo (ME) in Sicilia.
Ad essa hanno preso parte le chiese di “Sola Grazia” di Caltanissetta e la chiesa “Trinità” di San Filippo del Mela (ME). L’agape si è divisa in due momenti significativi: una riunione comunitaria al mattino ed un culto evangelistico nel pomeriggio.
La prima si è svolta presso i locali della chiesa “Trinità”, nella quale, dopo il benvenuto e un breve momento di lode e adorazione condotto dal pastore Luigi Cutri, i fratelli e le sorelle presenti sono stati coinvolti in un brainstorming sul tema del matrimonio.
Da esso sono emerse diverse parole chiave che sono state poi oggetto di riflessione ed istruzione in una predicazione condotta dal pastore Nazzareno Ulfo sul tema.
Partendo da alcuni dati che hanno evidenziato come il numero di separazioni e divorzi sia drasticamente aumentato negli ultimi anni, (i dati riportati si riferivano al periodo 2008-2012) si è parlato del primo divorzio avvenuto nel giardino d’Eden, in seguito al peccato di Adamo ed Eva e della promessa di redenzione del protovangelo, nella quale, grazie al sacrificio di Cristo, è compresa anche la sfera del matrimonio, il quale può essere recuperato e vissuto alla gloria di Dio.
Alla riunione del mattino è seguito il pranzo in comune, nel quale i fratelli hanno potuto godere comunione fraterna. Nel pomeriggio le chiese si sono poi recate presso la marina Garibaldi di Milazzo, e, proprio di fronte alla statua dell'eroe milazzese della prima guerra mondiale Luigi Rizzo, è stata annunciata la buona notizia del Vangelo con alcuni cantici, la testimonianza della sorella Anna, un’ex insegante di religione cattolica e la predicazione da parte del pastore Luigi Cutri, il quale ha parlato del peccato dell’incredulità e invitato le persone a credere al Vangelo.
La giornata si è poi conclusa con un momento di preghiera e di saluto a tutti i presenti.

 

Marzo 2015

Il Vaticano II visto da fuori

Venerdì 27 marzo si è tenuta a Cinisello Balsamo la tavola rotonda avente per tema “Il Vaticano II visto da fuori: interpretazioni evangeliche del Concilio”. Promotrici dell’iniziativa sono state le Chiese evangeliche CERBI di Cinisello Balsamo e Milano. La serata ha visto confrontarsi il Prof. Marco Vergottini (Facoltà Teologica del Triveneto e Istituto di ricerca Paolo VI di Brescia) e il Prof. Leonardo De Chirico (Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova), che, attraverso il confronto con il n. 50 della rivista Studi di Teologia dedicato al tema, hanno presentato la propria interpretazione del Concilio Vaticano II. Nella fattispecie i due studiosi hanno toccato tematiche fondamentali quali quella del ruolo della Scrittura e di Cristo all’interno della teologia cattolica post-concilio. Alla fine, ciascuno dovrà rispondere alla questione posta dall'apostolo Paolo nella Seconda lettera ai Corinzi, cap. 1: la nostra proclamazione dell'evangelo è segnata da un "sì e no" che inquina l'evangelo con motivi pagani e carnali o da un "sì" convinto, deciso e fedele alla gloria di Dio? La fede evangelica vuole rimanere ancorata al "sì" esclusivo all'evangelo, guardandosi da tutto ciò che, giustapponendosi all'evangelo, corra il rischio di trasformarlo in qualcos'altro.
Siamo stati nuovamente sollecitati ad interessarci agli avvenimenti storici a cui assistiamo, cercando di analizzarne la portata effettiva da un punto di vista biblico. Il mondo evangelico è stato chiamato a prendere una posizione di fronte agli effetti, di breve e lungo termine, prodotti dal Concilio Vaticano II, contestualizzandoli ed esaminandoli nella loro totalità. Anche dopo il Concilio, le ragioni della Riforma protestante e, ancora più radicalmente, le ragioni dell'evangelo rimangono intatte così come rimane intatta la sfida a professarlo e viverlo in modo  integrale.

 

Febbraio 2015

Riformare una società: Lutero, Calvino e gli italiani

Lunedì 12,19 e 26 gennaio 2015, la Chiesa Evangelica CERBI di Rovereto ha avuto la possibilità di partecipare all’iniziativa promossa dal Comune di Rovereto nell’ambito della “Università dell’Età Libera”, con un corso dal titolo “Riformare una società: Lutero, Calvino e gli italiani”. Il corso è stato tenuto in tre lezioni dal Prof. Pietro Bolognesi (IFED Padova) e mirava a “esaminare le grandi battaglie e le strutture di pensiero dei due grandi riformatori del ‘500, Lutero e Calvino e il loro impegno per la riforma della chiesa e della società”.
Il corso richiedeva un’iscrizione presso gli uffici comunali; 113 persone si sono iscritte di cui mediamente 70 hanno partecipato alle tre lezioni. Il prof. Bolognesi ha così sviluppato il tema: la prima serata è stata dedicata a “Martin Lutero: un riformatore umano”: (1) Contro l’istituzionalismo cattolico: sola fide; (2) Contro lo spiritualismo dei profeti di Zwickau: sola Scriptura; (3) Contro l’ala rivoluzionaria di Muntzer: sola gratia; (4) Contro l’umanesimo di Erasmo: soli deo gloria.
La seconda serata ha avuto come argomento: “Giovanni Calvino: un umanista riformato”: (1) Il primato della Scrittura; (2) L’accento sulla croce; (3) L’esperienza della conversione; (4) L’impegno sistemico. La terza serata ha affrontato il tema: “Gli italiani e la riforma: una sfida mancata”: (1) La presenza oppressiva dell’impero spagnolo; (2) La concentrazione sul proprio “particulare”; (3) La problematicità nella responsabilizzazione; (4) La sfasatura culturale tra Riforma e umanesimo; (5) L’azione repressiva della controriforma; (6) La diffidenza verso una riforma dottrinale.
Gli incontri sono stati seguiti con attenzione e hanno dato luogo a molte domande da parte dei corsisti. E’ stata un’ottima opportunità di testimonianza dell’evangelo in un’iniziativa culturale della città.

 

Gennaio 2015

Presentato Ragioni per Dio a Roma

La fede cristiana non nasce dalle “prove” del ragionamento auto-referenziale, ma è comunque un fede ragionevole che non teme il confronto con altre ragioni. Anzi, nel presentare la verità di Dio e l’affidabilità della Parola scritta di Dio, la fede cristiana mostra i corti circuiti in cui la ragione va ad incagliarsi e offre alla ragione l’unica possibilità di essere “redenta”, liberata dai suoi dogmatismi mascherati e libera di svolgere il servizio per cui è stata creata.

Questo in fondo è il messaggio del libro di Tim Keller, Ragioni per Dio. La fede nell’età dello scetticismo, Torino, La Casa della Bibbia 2014, che è stato presentato a Roma il 17 gennaio 2015. Presso l’Accademia delle Scienze Umane e Sociali, la chiesa CERBI Breccia di Roma ha contribuito ad organizzare un dibattito pubblico a cui hanno partecipato Gaspare Mura, Leonardo De Chirico, Eric Noffke, Angela Ales Bello e Roberto Cipriani. Un dibattito a più voci che ha messo a confronto esponenti del pensiero cattolico, protestante ed evangelicale sulla base di un libro che sta conoscendo un certo successo in molti Paesi del mondo.

In Ragioni per Dio Keller esamina le ricorrenti domandi poste alla fede cristiana, sia quelle suggerite dal dubbio tradizionale sia quelle rinfocolate dalle polemiche del “nuovo ateismo”: perché Dio permette la sofferenza nel mondo? Come può un Dio amorevole essere anche giusto? Perché tutte le religioni non sono tutte uguali? Perché la fede non deve essere lasciata solo alla dimensione privata? Queste domande vengono affrontate con le “ragioni” di Dio. In modo pacato ed incisivo, la fede cristiana è presentata come la risposta più ragionevole ai quesiti dell’uomo contemporaneo.
Le chiese CERBI vogliono coniugare la testimonianza evangelica ad una presenza culturale in grado di essere “sale e luce” nel Paese. Nel 2015, la chiesa Breccia di Roma terrà una serie di incontri evangelistici pubblici mensili basati sui singoli capitoli del libro. Un anno di Ragioni per Dio, quindi.

 

Novembre 2014

L'eredità di Losanna (1974-2014) per le chiese. Un'intervista a Giuseppe Rizza

Le “Giornate teologiche” dell’IFED di Padova sono un appuntamento prezioso per chi vuole pensare la fede a 360° gradi ed essere stimolato a coltivare il sogno-progetto di una testimonianza evangelica ariosa ed incisiva. A settembre 2014 si sono occupate dell'eredità di Losanna, a 40 anni dal congresso di Losanna per l'evangelizzazione del mondo dove è stato presentato anche l'ultimo fascicolo della rivista Studi di teologia proprio sull'eredità di Losanna. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Rizza, economista a Trento e incaricato di corsi all’IFED, nonché pastore della chiesa CERBI di Trento.

Come può essere riassunta l’eredità di Losanna?

La riassume bene una citazione dal Patto di Losanna: “tutto l’evangelo da parte di tutta la chiesa a tutto il mondo”. E’ un appello a prendere la Bibbia sul serio, a farlo come chiesa intera penetrando tutto il mondo, non solo dal punto di vista geografico, ma anche sociale e culturale.

Tu hai partecipato al Congresso di Città del Capo nel 2010. Qual è il punto centrale dell’Impegno di Città del Capo?

La missione non è un aspetto della vita tra gli altri, ma la dinamica complessiva della vita intera trasformata dall’evangelo dell’amore di Dio.

Come si distingue il Movimento di Losanna da altre proposte missionali, come ad esempio quelle del movimento ecumenico o quelle di Papa Francesco?

Il Movimento di Losanna mantiene un forte ancoraggio al vangelo biblico, anche ai suoi aspetti “politicamente scorretti” (il peccato, il giudizio di Dio, la perdizione, ecc.) e scevro dalle incrostazioni pagane che sono presenti nella visione di Francesco (la mariologia, le tradizioni folcloristiche, ecc.). Inoltre ha un visione organica e plurale della chiesa e non è ossessionato dal ricondurre tutto ad un’istituzione ecclesiastica.

Uno dei dati emersi alle Giornate teologiche è stata la scarsa attenzione delle chiese evangeliche italiane all’eredità del Movimento di Losanna. Come si spiega questa negligenza?

La disattenzione è probabilmente il frutto di diversi elementi: la difficoltà latina di pensarsi come parte di un tutto più grande; la dimensione locale della chiesa; una certo denominazionalismo, assieme alla dimensione nazionale della lingua. Il Patto di Losanna è di fatto una confessione di fede e alcuni sono stati scettici sulla bontà di avere una confessione di fede scritta.

Cosa si può fare a livello della chiesa locale per favorire la circolazione dei documenti e per provare a farli fruttare? Ci sono esperienze significative in questo senso?

I testi di Losanna (il Patto di Losanna, così come il Manifesto di Manila e l’Impegno di Città del Capo) possono essere oggetto di letture e condivisioni comunitarie. Si tratta anche di documenti di studio e di approfondimento che facilitano le connessioni teologiche e spirituali con l'evangelicalismo biblicamente solido, storicamente consapevole e globalmente presente. Si prestano benissimo a un uso locale. Le chiese che lo hanno fatto ne sono state benedette.

Quali sono i benefici che una chiesa locale può trarre dall'esporsi all'eredità di Losanna?

Innanzi tutto respirare aria sana, fresca e frizzante. Essere confrontati con il meglio che l’evangelismo mondiale abbia prodotto in termini di dichiarazioni negli ultimi 40 anni è una medicina, un ricostituente e anche un energizzante per muoversi nella missione nella propria città e nella nazione.

 

Ottobre 2014

Chiamati ad esporsi, chiamati a confrontarsi.
La Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI a Rimini

L'annuale incontro della Compagnia degli Anziani delle Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia si è svolto a Rimini dal 17 al 18 ottobre 2014. Il tema portante dei lavori è stato introdotto dalla predicazione di Ettore Calanchi su Malachia 3,16-18 dove c'è un invito ad esporsi per Dio e per il suo popolo e una chiamata a confrontarsi tra uomini di Dio. In un tempo di crisi, come quello evocato dal profeta, c'è ancora spazio per la militanza della fede e c'è un'esigenza di lavorare insieme tra coloro che hanno a cuore l'opera del Signore. Il richiamo della Parola di Dio interpella anche oggi. Nata nel 2006, la comunione delle chiese CERBI interpreta all'interno dell'evangelismo italiano una progettualità. Di che tipo? Quanto e come definita? In crescita o in stasi? La Compagnia si è interrogata sulle aree che sembrano essere le più consolidate e nitide, così come su quelle che appaiono essere bisognose di attenzione. L'anima confessionale e confessante delle chiese, testimoniata dall'adesione alla confessione di fede del 1689 e corroborata dall'agape annuale del 25 aprile e da altri progetti comuni, deve essere sempre alimentata e approfondita. La spinta evangelistica e missionale, sia a livello locale che nazionale, è un altro fronte che richiede sempre un'attenzione propositiva. Le chiese devono avere sempre presente il "sogno" per cui Dio le ha chiamate ad esistere. Ai lavori della Compagnia, che ha fatto il punto sull'andamento dell'opera sia nei contatti nazionali che internazionali, hanni partecipato gli anziani delle chiese CERBI più alcuni pastori di chiese interessate ad approfondire i legami spirituali con esse.

 

Luglio 2014

 

Senza alcun dubbio, il documento "Evangelici italiani sul cattolicesimo contemporaneo” rappresenta una pietra miliare per l'evangelismo italiano che si riconosce nella centralità dell'evangelo biblico e prende una posizione netta al fine di vivere la fede evangelica in modo autentico e senza compromessi.

Riconosciuti la portata storica e l'elevato valore intrinseco di ogni parte del documento sottoscritto ad Aversa, lo scorso 19 luglio, dai rappresentanti dell'Alleanza Evangelica Italiana, della Federazione delle Chiese Pentecostali, delle Assemblee di Dio in Italia, della Chiesa Apostolica in Italia e delle Congregazioni cristiane pentecostali, la Chiesa CERBI di Formigine ha voluto dare un messaggio e una testimonianza precisi alla collettività locale.

Abbiamo acquistato uno spazio sul quotidiano "Il Resto del Carlino", cronaca di Modena e provincia, di sabato 26 luglio, nel quale è stato pubblicato integralmente il sopra citato documento, apponendovi in calce il logo e l'indicazione del nostro sito di chiesa.

Nella stessa giornata,  abbiamo acquistato e distribuito, attraverso il banco libri e in punti strategici a Modena e a Formigine, quasi un centinaio di copie del quotidiano e duecento fotocopie a colori del documento.

Nel ringraziare il Signore per l’opportunità che ci ha concesso, siamo consapevoli che la testimonianza e la predicazione del Vangelo implicano pure il coraggio di esporsi per la verità e contro l'errore.

 

Campo Pietre Viventi, nona edizione

Pietre Viventi è un campeggio per ragazzi dagli 8 ai 12 anni, nato nel 2006 da un progetto all’interno delle chiese CERBI per sostenere il lavoro delle famiglie, delle chiese e per aprirsi alla partecipazione di ragazzi e ragazze che non hanno mai ascoltato il messaggio biblico.
A fare da collante del programma di ogni anno c’è lo studio delle storie incredibili di uomini e donne come Daniele, Rut, Giuseppe, Ester e Paolo in un’ottica cristocentrica attraversa tutte le attività, i laboratori, i canti, i giochi… perfino la cucina! L’obiettivo di Pietre Viventi è infatti quello di trasmettere una visione della vita coerente e senza  divisioni tra ciò che si studia e ciò che si vive insieme ai ragazzi in tutti gli aspetti quotidiani.
La nona edizione del campeggio Pietre Viventi  che si è svolta a Faller (BL) dal 30 giugno al 5 luglio del 2014 ha avuto come protagonista la vita del re Davide. La storia del giovane pastore che aveva lottato con gli orsi ed i leoni, che aveva sconfitto il gigante Golia ed era diventato re non è così lontana dalla vita di tutti i giorni dei ragazzi che hanno preso parte al campeggio: affrontare l’invidia, attendere i tempi di Dio, riconoscere l’inganno e i meccanismi che generano il peccato, imparare a prendersi cura delle persone vulnerabili sono sfide con cui ognuno deve fare i conti ogni giorno.
“Solo chi ha Dio come re può essere un vero re” è uno degli slogan che hanno scandito le giornate del campeggio: Davide era un uomo secondo il cuore di Dio e dalla sua vita possiamo imparare ad essere re delle nostre vite restando uniti a Lui anche nelle prove e nelle difficoltà.

 

Maggio 2014

L’Evangelo per la città

"Vi fu grande gioia nella città” (Atti 8,8). Questo è quanto il libro degli Atti dice essere stato il risultato dell’annuncio dell’evangelo nella città di Samaria. La buona notizia di Gesù Cristo, pur in presenza di combattimenti spirituali di vario genere, porta gioia laddove è accolta. Questo è quanto è accaduto a Roma il 28 maggio in occasione della visita di Tim Keller, tra i più noti predicatori evangelici contemporanei. Vi è stato uno squarcio di gioia evangelica in città.

La giornata è stata un momento alto di testimonianza evangelica per le risorse messe a disposizione, per i molteplici contesti in cui si è svolta, per la collaborazione che ha reso possibile la sua realizzazione e per lo slancio che ha dato a tutti coloro che vi hanno partecipato. Intanto, le risorse nuove messe a disposizione. Tim Keller ha presentato il libro Ragioni per Dio. La fede nell’era dello scetticismo edito dalla Casa della Bibbia di Torino. In questo volume, Keller dialoga con le obiezioni ricorrenti alla fede cristiana che vengono avanzate dalle persone scettiche e mostra come il cristianesimo sia molto più “ragionevole” dello scetticismo con cui molti si riempiono la bocca in modo superficiale. E’ il miglior libro di apologetica cristiana degli ultimi 30 anni e ora è disposizione del pubblico italiano. Molti in Italia avevano già apprezzato il Dio prodigo e altri saggi di Keller sulla missione per la città pubblicati dalla rivista Studi di teologia. Ora è a disposizione questa ulteriore risorsa per incoraggiare l’evangelizzazione senza arroganza ma senza complessi d’inferiorità.

Secondo, la grande ampiezza di contesti in cui si è dipanata. La mattina, in una conferenza stampa al Senato della Repubblica, Keller ha difeso il ruolo pubblico del cristianesimo evangelico. In una società plurale, ogni voce ha un diritto di contribuire alle deliberazioni e gli evangelici vogliono impegnarsi per il bene della nazione. Nel primo pomeriggio, Keller si è rivolto ad un centinaio di persone impegnate nella vita della chiesa incoraggiandole a coltivare una visione dello sviluppo della chiesa basata sulla “potenza” della Parola vivente di Dio. La fondazione di chiese deve essere sempre nell’orizzonte ordinario della vita cristiana. Nel pomeriggio, poi, Keller ha dialogato con gli studenti universitari alla Sapienza rispondendo alle domande sull’attendibilità della Bibbia, sul problema del male, sulla presunta uguaglianza di tutte le religioni, ecc. Più di 200 persone, molte delle quali studenti universitari, hanno potuto apprezzare una presentazione della fede biblica ariosa e pertinente. Infine, nel corso di una serata pubblica a cui hanno preso parte più di 150 persone, Keller ha predicato l’evangelo a partire dal testo biblico di Atti 8,4-13, mettendo in evidenza come l’opera di Dio si sviluppi in modo “organico”, avendo sempre Cristo al centro, e portando gioia nel bel mezzo di tensioni. La sfida per la chiesa è di non fuggire la città, ma abitarla secondo l’evangelo. Le istituzioni pubbliche, l’università, la chiesa: non tre pezzi sconnessi tra loro, ma tre spazi collegati dalla chiamata del Signore a raggiungere tutta la terra. L’evangelo è un messaggio che si rivolge in modo olistico alla vita e Keller ha dato una testimonianza della sua ampiezza e profondità.

Terzo, la giornata ha permesso di sperimentare una bella collaborazione da parte di chiese e agenzie missionarie evangeliche. Chiese locali, organismi di cooperazione evangelica, case editrici, istituti di formazione, opere tra gli studenti, reti per la fondazione di chiese, hanno contribuito ciascuno per la propria parte a rendere possibile il successo della giornata. Dove l’evangelo è al centro, si creano gli spazi per proficue collaborazioni e utili sinergie per il bene della chiesa e la testimonianza nel mondo. La colletta serale è stata devoluta alla rete CitytoCityEurope che promuove la fondazione di chiese nel nostro continente.

Infine, lo slancio che molti hanno ricevuto dalla giornata. Molte persone hanno preso un’intera giornata di ferie per seguire il programma della giornata; altri hanno potuto venire solo ad alcuni appuntamenti e hanno invitato amici e conoscenti; tutti sono stati spronati a non vivere la vita di fede in modo passivo e remissivo. L’evangelo suscita delle dinamiche vitali che spingono ad andare in profondità e a raggiungere altri, a servire e a mettersi in relazione a chi ha a cuore il progresso dell’evangelo. Un evento come la giornata del 28 maggio con Tim Keller rimarrà un fatto isolato se non incoraggerà la crescita di un “movimento” che vuole vivere la fede evangelica in modo personalmente coinvolgente, ecclesialmente affidabile, culturalmente rilevante e missionalmente impegnato.

 

Aprile 2014

Agape del 25 Aprile 2014

QUI CALTANISSETTA

La missione affidata da Cristo ai suoi discepoli va oltre i limiti geografici. Le chiese CERBI si sono così unite in un abbraccio fraterno lungo 1500 chilometri che da Caltanissetta è passato per Roma ed è arrivato fino a Ferrara, per la celebrazione della consueta agape del 25 Aprile.
A Caltanissetta il "sole" attorno al quale tutte le attività della giornata hanno ruotato è stato la Scrittura. In tre incontri, il primo presso l'istituto Testasecca, il secondo davanti al nuovo locale di culto ancora in costruzione e il terzo in Piazza Garibaldi al centro della città, i credenti provenienti da Milazzo, Catania e Palermo hanno goduto di una forte comunione fraterna all'insegna di sani insegnamenti, di inni e di diverse testimonianze. Il pastore Francesco Stelluti, nel primo messaggio della giornata, ha esortato gli ascoltatori all'evangelizzazione ricordando che amare Caltanissetta significa annunciare ai nisseni il vero messaggio del Vangelo, un messaggio che non è spettacolo né intrattenimento, non è improvvisato o superficiale, ma è un messaggio serio e totalizzante, impegnativo e, soprattutto, efficace. È un messaggio efficace perché è stato originariamente ordinato da Dio e abbraccia tanto il culto quanto la cultura, è un messaggio la cui efficacia è stata convalidata dal sacrificio di Cristo che ha vinto il mondo ed è un messaggio che è mantenuto efficace dalla promessa di Gesù "io sono con voi fino alla fine". Dopo il pranzo i credenti hanno potuto ammirare la grandezza del creato in un'interessantissima visita al Museo Mineralogico "Sebastiano Mottura", in cui la scienza si è unita alla storia nel ricordo della magnificenza dell'opera della creazione. Un collegamento con l’agape a Ferrara si è, poi, tenuto all'interno del nuovo locale in seguito al quale il pastore Luigi Cutri ha parlato della vera libertà che il sacrificio di Cristo ci ha permesso di raggiungere. Canti e testimonianze hanno caratterizzato questo incontro seguito, anche se timidamente, da alcuni vicini. Il successivo incontro in piazza è stato davvero toccante; il pastore Stelluti ha ricordato la missione affidata ai credenti leggendo il capitolo 16 del Vangelo di Marco e il pastore Nazzareno Ulfo ha preso spunto dal discorso di Paolo ad Atene invitando i nisseni ad abbandonare l'errore in cui ancora permangono e venire a Cristo, unica alternativa alla morte e alla perdizione. Altri canti e testimonianze hanno contrassegnato l'evento che ha suscitato un'incoraggiante curiosità da parte delle persone presenti. Sebbene molti siano gli aspetti da dover migliorare in quest'opera di evangelizzazione, la chiesa Sola Grazia vuole essere una luce a Caltanissetta e nella Sicilia tutta perché amare Caltanissetta è una missione possibile.

 

QUI ROMA

“La sporcizia dei parchi è spia della sporcizia del cuore. La pulizia del cuore donata da Cristo spinge a pulire i parchi delle nostre città”. Questo è il messaggio che è stato trasmesso dall’agape delle chiese CERBI del centro-sud riunite a Roma alla Pineta Sacchetti, dopo aver realizzato la pulizia del parco. Amare Roma significa annunciare e praticare la buona notizia che in Gesù è possibile essere puliti dentro e puliti fuori. L’agape ha visto la partecipazione di quattro chiese riformate battiste più molti rappresentanti di altre quattro chiese evangeliche. Dopo il benvenuto di Augusto Melini, l’assessore all’ambiente del Municipio, Ivan Errani, ha voluto ringraziare le chiese per il loro impegno per il bene della città e si è unito a loro nella pulizia. Conclusi i lavori di raccolta della spazzatura, l’evangelo di Gesù Cristo è stato annunciato da Giovanni Greco di Vasto, cantato gioiosamente all’aperto  ed anche rappresentato attraverso mimi di strada. Nel pomeriggio, dopo il pic-nic nella Pineta finalmente pulita, l’agape è proseguita in un salone di un albergo adiacente alla Pineta dove vi è stato di nuovo l’annuncio dell’evangelo e la condivisione di richieste di preghiera da parte delle chiese intervenute. Anche quest’anno quindi, l’agape è stata una festa dell’evangelo dove la gioia della comunione fraterna si è sposata all’evangelizzazione e ad un’azione concreta per il bene della città.

 

QUI FERRARA

Erano circa 300 i credenti provenienti da oltre 10 chiese del nord Italia che si sono ritrovati venerdì a Ferrara per l'agape annuale delle chiese CERBI. I partecipanti hanno ricevuto in apertura il saluto del vice sindaco della città estense Massimo Maisto, che ha ringraziato i presenti per aver scelto Ferrara come luogo del loro incontro.
Cosa può offrire oggi la chiesa alla nostra società? Anche a Ferrara, come in tutte le nostre città, c'è una sete spirituale, una "voragine incolmabile", "un vuoto tra lo stomaco e la gola" che non possiamo ignorare, ha ricordato il pastore Giuseppe Rizza citando il testo di una recente hit per spiegare il senso dell'iniziativa. In una città culturalmente viva e attiva come Ferrara, abituata ad espressioni artistiche come quella del Buskers Festival, è forte il bisogno di colmare questo vuoto e di ascoltare il cuore del messaggio biblico:  Gesù vuole essere al centro delle nostre vite e scalzare tutti gli idoli che occupano il suo posto.
La bellissima giornata di sole e la presenza delle celebrazioni per la Festa della Liberazione hanno offerto ricche occasioni di dialogo con i passanti ai gruppi di credenti che hanno occupato i luoghi principali della città per esprimere con creatività il messaggio evangelico.
Solo Gesù è in grado abbattere le barriere che impediscono all'uomo di avvicinarsi a lui e di vivere una vera e profonda soddisfazione. Possiamo amare il nostro prossimo e le nostre città solo se abbiamo sperimentato il vero amore di Gesù: questo è il significato di "Love Ferrara"!

 

Febbraio 2014

Un luogo in cui si predichi e si mostri la “Sola grazia” di Dio

Clicca qui per vedere alcuni video della costruzione

Da quando, il 17 novembre del 2000, un piccolo gruppo di 26 persone si è costituito come Chiesa Cristiana Evangelica “Sola Grazia” di Caltanissetta, (la prima chiesa Battista Riformata costituitasi in Italia in tempi recenti), è sempre stata alla ricerca di un locale dove si potessero svolgere decorosamente le attività del culto e si potesse aspirare a servire in vario modo la città.
L’occasione per la costruzione di un edificio da dedicare a questo scopo si presentò quando, nel 2006, si scoprì che esisteva, proprio in mezzo alla città (a 500 m. dalla stazione ferroviaria e dei pullman), un terreno di circa 1800 mq la cui destinazione d’uso era proprio “Edilizia religiosa o di pubblica utilità”.
La chiesa dovette prosciugare tutte le proprie sostanze per acquistare il terreno e, sebbene dovesse sostenere anche il proprio pastore, in preghiera e con fede, decise che valeva la pena impegnarsi in un progetto per l’edificazione di un locale di culto che avesse un impatto significativo e che potesse comunicare un messaggio intorno al Vangelo della grazia anche con la sua architettura.
Una delle ragioni che incoraggiò i credenti nel ritenere che questa fosse la volontà di Dio fu che, tra i membri della chiesa vi erano un architetto e un ingegnere che vennero incaricati di avviare l’elaborazione della parte tecnica, mentre il pastore s’impegnò a predicare una serie di sermoni dal titolo “Principi biblici per l’edificazione di un locale di culto”. In quella serie, l’insegnamento biblico intorno al “dare” occupava l’ultimo posto, mentre i primi tre sermoni furono su “l’autorità biblica”, “la preghiera biblica” e “l’esercizio della fede biblica”.
Le difficoltà incontrate sono state innumerevoli. La farraginosità della burocrazia italiana e il boicottaggio da parte di alcuni politici che – evidentemente – pensavano di fare un favore alla chiesa cattolica romana, rallentarono notevolmente l’iter delle autorizzazioni. Un cambiamento delle leggi sulla prevenzione sismica, ha comportato un notevole incremento dei costi. Le critiche da parte di altre chiese evangeliche e di individui che hanno considerato quest’opera un monumento alla nostra vanità hanno rattristato i nostri cuori. Infine, l’esiguità delle possibilità economiche della chiesa e il fatto che la Banca della quale eravamo clienti da almeno 8 anni ha negato di erogare un mutuo, ci hanno costretti a disperare di noi stessi.
A tutte queste difficoltà abbiamo risposto esercitando la pazienza (tanta pazienza!) e perseverando nella preghiera, ponendo dinanzi a Dio le nostre richieste in modo incessante.  Il Signore ha sempre risposto aprendo le porte per accedere direttamente alle persone giuste e muovendo il loro cuore in modo miracoloso.
Il risultato è stato che si sono ottenute tutte le autorizzazione necessarie, che il Sindaco in persona (un cattolico romano tradizionalista) è intervenuto rimproverando quelli della sua parte politica che stavano ponendo ostacoli e che il presidente di una banca locale, dopo una conversazione di 15, minuti con il pastore, ha dato la sua parola per l’erogazione del mutuo (e l’ha mantenuta!). Quando si è trattato di avviare i lavori, una chiesa che ha venduto il locale di culto in Oklahoma ha destinato parte del ricavato per la costruzione. Altre chiese e opere consorelle e individui (rimasti assolutamente anonimi) hanno contribuito con grande generosità e ciascun membro della chiesa ha contribuito fedelmente e con sacrificio.
Proprio lo scorso 14 gennaio, dopo circa sette mesi di fermo dei lavori (e di incessanti preghiere) il cantiere è stato riaperto è, probabilmente, abbiamo abbastanza per coprire alcuni debiti pregressi e per portare a compimento la “fase 1” dei lavori, ovvero il completamento di una parte dell’esterno e di alcune stanze dove si potremo cominciare a riunirci.
Per il completamento di tutto l’edificio mancano ancora circa tra i 150.000 e i 200.000 euro. Perciò non smettiamo di pregare a questo scopo.
Nella sua piena funzionalità il locale ospiterà:

  • Una sala culto di 190 posti a sedere (con la possibilità di ampliarla a 250).
  • Gli uffici e il deposito dei libri di Alfa & Omega (una casa editrice Riformata giunta ormai al suo diciassettesimo anno d’attività).
  • Un appartamento-foresteria. Per ospiti e visitatori.
  • L’ufficio per il pastore.
  • Una cucina attrezzata per la preparazione di pasti a immigrati e bisognosi.
  • Aule per un ministero di aiuto ragazzi che lasciano la scuola precocemente.
  • Una sede staccata dell’IFED di Padova.
  • Una biblioteca accessibile alla popolazione con 15.000 volumi di letteratura religiosa e storica (donati con lascito testamentario da un credente siciliano).

Adesso che, perlomeno, vediamo approssimarsi il primo traguardo, oltre a ringraziare di cuore il nostro Dio, possiamo fare un bilancio e qualche considerazione:

  • In tutto il processo non sono mancati momenti in cui siamo stati colti dal dubbio e dallo scoraggiamento. Al cospetto di un’opera così costosa e impegnativa ci siamo chiesti se non sarebbe stato il caso di aspirare a qualcosa di più piccolo. Abbiamo trovato conforto nell’esaminare più volte le nostre motivazioni e, soprattutto, il desiderio di dare un messaggio chiaro, tanto al cattolicesimo romano quanto al resto del mondo evangelico italiano: ai primi vogliamo mostrare di possedere una teologia chiara e significativa che si esprime anche in una chiara forma architettonica. Il locale e ricco di simboli (non immagini!) che richiamano la risurrezione, la Trinità, i due Testamenti della rivelazione speciale, la continuità del popolo redento tra Israele e la Chiesa. Ai secondi intendiamo mostrare che la sobrietà e la semplicità evangeliche non vanno mai a discapito della bellezza e dell’ordine divini e che non si esprimono necessariamente con il minimalismo un po’ sciatto che si osserva nei locali di culto molte chiese evangeliche, ma che un Dio che ha creato centinaia di miliardi di Galassie che contengono centinaia di miliardi di stelle ci insegna a pensare in grande e ad “aspettarci grandi cose da Dio” mentre ci impegniamo a “compiere grandi cose per Dio”.

  • In secondo luogo, abbiamo imparato che Colui che è in grado di compiere un miracolo ne può fare anche due… e tre… e cento o mille, senza che la sua potenza si esaurisca. Dio è l’unico Essere che dona senza impoverire. La logica della fede che abbiamo imparato dal Signore Gesù Cristo (espressa in Matteo 6:25-34) ci assicura che, come la salvezza di ciascuno di noi è un atto dell’onnipotenza e della grazia di Dio, così è stato per l’inizio di quest’opera e così sarà fino al completamento dell’edificazione che costituirà un nuovo inizio per il progresso della causa del Vangelo in Italia e nel mondo. Noi crediamo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, nel suo unigenito Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo. Noi vogliamo il questo unico Dio in tre persone sia conosciuto, creduto e adorato e noi vogliamo che la sua chiesa, manifesti la sua grazie e la sua gloria nel mondo.


Gennaio 2014

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "TRA CREDERE E SAPERE" A FERRARA

Dal Nella bella cornice della Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, il  26 settembre 2013 la Chiesa evangelica CERBI è stata lieta di organizzare la presentazione del volume di Pietro Bolognesi, Tra  credere e sapere. Dalla Riforma Protestante all'Ortodossia riformata,  Caltanissetta, Alfa & Omega 2012.  Alla presenza di cinquanta persone,  l'autore ha dialogato sui contenuti del libro con Piero Stefani e  Leonardo De Chirico.
Non è la prima volta che Bolognesi ha occasione di venire a Ferrara.  In passato, infatti, la chiesa ha organizzato la presentazione dei volumi Dichiarazioni evangeliche. Il movimento evangelicale 1966-1996  (2/10/1998), Pietro Martire Vermigli (1499-1562). Umanista, riformatore, pastore  (21/1/2005) e del Dizionario di teologia evangelica (26/1/2008).
Nel presentare l'evento il pastore Paul Finch ha ricordato  l'importanza del tema del libro. Da un punto di vista storico, si  tratta di apprezzare i legami tra la Riforma protestante del XVI  secolo e il secolo successivo. Da un punto di vista spirituale, la questione riguarda il rapporto tra la fede e la ragione, la Scrittura  e la tradizione, le convinzioni e la confessione di quelle convinzioni. Il Seicento evangelico ha voluto sottolineare il fatto che la fede è  composta da un retto credere (ortodossia), un coinvolgimento appassionato del cuore (ortopatia) e una azione coerente (ortoprassi).  La fede evangelica si sente in continuità con questa eredità e la vuole declinare nel nostro tempo, anche a Ferrara.

 

Calendario CERBI 2015

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La fede riformata battista

La Confessione di fede battista del 1689 e il Catechismo di Spurgeon (con Strumenti per lo studio di Samuel Waldron)

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"Tanti Auguri Italia" è l'opuscolo evengelistico appositamente realizzato per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia.
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Confessiamo la fede!
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Confessiamo la fede!
I 5 Sola della Riforma riassumono efficacemente le verità centrali della fede cristiana.


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Dicembre 2012:
SperanzaXmilano partecipa al Bookcity

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Novembre 2013:
Il senso di credere: una confessione di fede

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Ottobre 2013:
Incontro compagnia anziani

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Settembre 2013:
SperanzaXmilano

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Luglio 2013:
Laboratorio della predicazione

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Giugno 2013:
L'ecclesiaste a Vicenza

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Aprile 2013:
Agape CERBI 2013

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Aprile 2013:
Programma agape del 25 Aprile

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Marzo 2013:
Una chiesa confessante, una vocazione missionale

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