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Agape del 25 Aprile 2014

Le Agapi del 25 aprile sono ormai una sana e bella tradizione che le Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia sono liete di aver ereditato e di proseguire ogni anno. Considerata la crescita del numero di chiese coinvolte anche nelle regioni del centro-sud e la particolare conformazione del nostro Paese (una penisola lunga difficile da raggiungere in un giorno solo), quest’anno l’Agape sarà organizzata in tre sedi. La stessa data, la medesima visione, due luoghi diversi: Ferrara, Roma e Caltanissetta. 
Da qualche anno ormai, le Agapi del 25 aprile hanno un obbiettivo evangelistico: sono un momento prezioso di comunione fraterna votato alla testimonianza pubblica dell’evangelo. Tutti i credenti evangelici e le chiese interessate sono calorosamente invitati a pregare e a unirsi a noi per rendere testimonianza dell’evangelo di Gesù Cristo.

 
QUI FERRARA

10:00 – 10:30 Ritrovo al Cinema Boldini, via Previati, 18 (centro Ferrara)
10:30 – 11:00 Canti di lode / Introduzione e saluti da parte delle autorità
11:00 – 11:30 Preghiera di intercessione per la città di Ferrara
11:30 – 12:00 La chiesa vanno nei luoghi designati
12:00 – 13:00 Ogni chiesa avrà un posto destinato a loro
13:30               Pic-nic
14:30 – 14:45 ritrovo al cinema 
15:00 – 16:30 Cinema Boldini – incontro plenario

Info: pafinch@teletu.it

 QUI ROMA

10:00 – 10:15 Arrivo all’Hotel Pineta Palace (zona Pineta Sacchetti)
10:15 – 10:45 Introduzione / Canti di lode.
10:45 – 11:15 Preghiera d’intercessione per la città di Roma.
11:15 – 11:30 Le chiese raggiungono la Pineta Sacchetti, portando il pranzo al sacco.
11:30 – 13:30 Mimi e annuncio dell’evangelo, pulizia del parco, giochi di gruppo
13:30               Pranzo al sacco
14:30 – 14:45 Rientro all’Hotel Pineta Palace.
15:00 – 16:30 Incontro plenario: preghiera, canto, predicazione della Parola (Giovanni Greco), notizie dalle chiese partecipanti, saluto e benedizione conclusiva.

Info: a_melini@yahoo.it

QUI CALTANISSETTA

Ore 10:00       Raduno e incontro plenario presso la Sala Conferenze dell’Istituto Testasecca, V.le della Regione, 1 Caltanissetta.
Ore 12:30       Pranzo in loco.
Ore 14:30       Visita guidata al Museo mineralogico.
Ore 16:00       Riunione evangelistica con canti, testimonianze e predicazione all’aperto: Via P. Nenni (piazzale antistante il nuovo locale di culto).
Ore 17:00       Riunione evangelistica con canti, testimonianze e predicazione all’aperto: in P.zza Garibaldi (di fronte al municipio).
Ore 18:00       Conclusione e saluti.

Info: renoulfo@alfaeomega.org

 

Un luogo in cui si predichi e si mostri la “Sola grazia” di Dio

Clicca qui per vedere alcuni video della costruzione

Da quando, il 17 novembre del 2000, un piccolo gruppo di 26 persone si è costituito come Chiesa Cristiana Evangelica “Sola Grazia” di Caltanissetta, (la prima chiesa Battista Riformata costituitasi in Italia in tempi recenti), è sempre stata alla ricerca di un locale dove si potessero svolgere decorosamente le attività del culto e si potesse aspirare a servire in vario modo la città.
L’occasione per la costruzione di un edificio da dedicare a questo scopo si presentò quando, nel 2006, si scoprì che esisteva, proprio in mezzo alla città (a 500 m. dalla stazione ferroviaria e dei pullman), un terreno di circa 1800 mq la cui destinazione d’uso era proprio “Edilizia religiosa o di pubblica utilità”.
La chiesa dovette prosciugare tutte le proprie sostanze per acquistare il terreno e, sebbene dovesse sostenere anche il proprio pastore, in preghiera e con fede, decise che valeva la pena impegnarsi in un progetto per l’edificazione di un locale di culto che avesse un impatto significativo e che potesse comunicare un messaggio intorno al Vangelo della grazia anche con la sua architettura.
Una delle ragioni che incoraggiò i credenti nel ritenere che questa fosse la volontà di Dio fu che, tra i membri della chiesa vi erano un architetto e un ingegnere che vennero incaricati di avviare l’elaborazione della parte tecnica, mentre il pastore s’impegnò a predicare una serie di sermoni dal titolo “Principi biblici per l’edificazione di un locale di culto”. In quella serie, l’insegnamento biblico intorno al “dare” occupava l’ultimo posto, mentre i primi tre sermoni furono su “l’autorità biblica”, “la preghiera biblica” e “l’esercizio della fede biblica”.
Le difficoltà incontrate sono state innumerevoli. La farraginosità della burocrazia italiana e il boicottaggio da parte di alcuni politici che – evidentemente – pensavano di fare un favore alla chiesa cattolica romana, rallentarono notevolmente l’iter delle autorizzazioni. Un cambiamento delle leggi sulla prevenzione sismica, ha comportato un notevole incremento dei costi. Le critiche da parte di altre chiese evangeliche e di individui che hanno considerato quest’opera un monumento alla nostra vanità hanno rattristato i nostri cuori. Infine, l’esiguità delle possibilità economiche della chiesa e il fatto che la Banca della quale eravamo clienti da almeno 8 anni ha negato di erogare un mutuo, ci hanno costretti a disperare di noi stessi.
A tutte queste difficoltà abbiamo risposto esercitando la pazienza (tanta pazienza!) e perseverando nella preghiera, ponendo dinanzi a Dio le nostre richieste in modo incessante.  Il Signore ha sempre risposto aprendo le porte per accedere direttamente alle persone giuste e muovendo il loro cuore in modo miracoloso.
Il risultato è stato che si sono ottenute tutte le autorizzazione necessarie, che il Sindaco in persona (un cattolico romano tradizionalista) è intervenuto rimproverando quelli della sua parte politica che stavano ponendo ostacoli e che il presidente di una banca locale, dopo una conversazione di 15, minuti con il pastore, ha dato la sua parola per l’erogazione del mutuo (e l’ha mantenuta!). Quando si è trattato di avviare i lavori, una chiesa che ha venduto il locale di culto in Oklahoma ha destinato parte del ricavato per la costruzione. Altre chiese e opere consorelle e individui (rimasti assolutamente anonimi) hanno contribuito con grande generosità e ciascun membro della chiesa ha contribuito fedelmente e con sacrificio.
Proprio lo scorso 14 gennaio, dopo circa sette mesi di fermo dei lavori (e di incessanti preghiere) il cantiere è stato riaperto è, probabilmente, abbiamo abbastanza per coprire alcuni debiti pregressi e per portare a compimento la “fase 1” dei lavori, ovvero il completamento di una parte dell’esterno e di alcune stanze dove si potremo cominciare a riunirci.
Per il completamento di tutto l’edificio mancano ancora circa tra i 150.000 e i 200.000 euro. Perciò non smettiamo di pregare a questo scopo.
Nella sua piena funzionalità il locale ospiterà:

  • Una sala culto di 190 posti a sedere (con la possibilità di ampliarla a 250).
  • Gli uffici e il deposito dei libri di Alfa & Omega (una casa editrice Riformata giunta ormai al suo diciassettesimo anno d’attività).
  • Un appartamento-foresteria. Per ospiti e visitatori.
  • L’ufficio per il pastore.
  • Una cucina attrezzata per la preparazione di pasti a immigrati e bisognosi.
  • Aule per un ministero di aiuto ragazzi che lasciano la scuola precocemente.
  • Una sede staccata dell’IFED di Padova.
  • Una biblioteca accessibile alla popolazione con 15.000 volumi di letteratura religiosa e storica (donati con lascito testamentario da un credente siciliano).

Adesso che, perlomeno, vediamo approssimarsi il primo traguardo, oltre a ringraziare di cuore il nostro Dio, possiamo fare un bilancio e qualche considerazione:

  • In tutto il processo non sono mancati momenti in cui siamo stati colti dal dubbio e dallo scoraggiamento. Al cospetto di un’opera così costosa e impegnativa ci siamo chiesti se non sarebbe stato il caso di aspirare a qualcosa di più piccolo. Abbiamo trovato conforto nell’esaminare più volte le nostre motivazioni e, soprattutto, il desiderio di dare un messaggio chiaro, tanto al cattolicesimo romano quanto al resto del mondo evangelico italiano: ai primi vogliamo mostrare di possedere una teologia chiara e significativa che si esprime anche in una chiara forma architettonica. Il locale e ricco di simboli (non immagini!) che richiamano la risurrezione, la Trinità, i due Testamenti della rivelazione speciale, la continuità del popolo redento tra Israele e la Chiesa. Ai secondi intendiamo mostrare che la sobrietà e la semplicità evangeliche non vanno mai a discapito della bellezza e dell’ordine divini e che non si esprimono necessariamente con il minimalismo un po’ sciatto che si osserva nei locali di culto molte chiese evangeliche, ma che un Dio che ha creato centinaia di miliardi di Galassie che contengono centinaia di miliardi di stelle ci insegna a pensare in grande e ad “aspettarci grandi cose da Dio” mentre ci impegniamo a “compiere grandi cose per Dio”.

  • In secondo luogo, abbiamo imparato che Colui che è in grado di compiere un miracolo ne può fare anche due… e tre… e cento o mille, senza che la sua potenza si esaurisca. Dio è l’unico Essere che dona senza impoverire. La logica della fede che abbiamo imparato dal Signore Gesù Cristo (espressa in Matteo 6:25-34) ci assicura che, come la salvezza di ciascuno di noi è un atto dell’onnipotenza e della grazia di Dio, così è stato per l’inizio di quest’opera e così sarà fino al completamento dell’edificazione che costituirà un nuovo inizio per il progresso della causa del Vangelo in Italia e nel mondo. Noi crediamo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, nel suo unigenito Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo. Noi vogliamo il questo unico Dio in tre persone sia conosciuto, creduto e adorato e noi vogliamo che la sua chiesa, manifesti la sua grazie e la sua gloria nel mondo.

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "TRA CREDERE E SAPERE" A FERRARA

Dal Nella bella cornice della Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, il  26 settembre 2013 la Chiesa evangelica CERBI è stata lieta di organizzare la presentazione del volume di Pietro Bolognesi, Tra  credere e sapere. Dalla Riforma Protestante all'Ortodossia riformata,  Caltanissetta, Alfa & Omega 2012.  Alla presenza di cinquanta persone,  l'autore ha dialogato sui contenuti del libro con Piero Stefani e  Leonardo De Chirico.
Non è la prima volta che Bolognesi ha occasione di venire a Ferrara.  In passato, infatti, la chiesa ha organizzato la presentazione dei volumi Dichiarazioni evangeliche. Il movimento evangelicale 1966-1996  (2/10/1998), Pietro Martire Vermigli (1499-1562). Umanista, riformatore, pastore  (21/1/2005) e del Dizionario di teologia evangelica (26/1/2008).
Nel presentare l'evento il pastore Paul Finch ha ricordato  l'importanza del tema del libro. Da un punto di vista storico, si  tratta di apprezzare i legami tra la Riforma protestante del XVI  secolo e il secolo successivo. Da un punto di vista spirituale, la questione riguarda il rapporto tra la fede e la ragione, la Scrittura  e la tradizione, le convinzioni e la confessione di quelle convinzioni. Il Seicento evangelico ha voluto sottolineare il fatto che la fede è  composta da un retto credere (ortodossia), un coinvolgimento appassionato del cuore (ortopatia) e una azione coerente (ortoprassi).  La fede evangelica si sente in continuità con questa eredità e la vuole declinare nel nostro tempo, anche a Ferrara.

 

Dicembre 2013

CON IL BOOKCITY UNA PAGINA APERTA SU SPERANZAxMILANO

Dal 21 al 24 Novembre, in occasione del Bookcity, a Milano i protagonisti sono stati i libri e le parole, in questi giorni anche il nuovo locale della chiesa evangelica SperanzaxMilano in via Veglia 49 ha aperto per la prima volta le porte dando spazio a questi protagonisti. 

Bookcity è un'iniziativa promossa dal Comune di Milano che pone al centro della città eventi sul libro, sugli editori e sui lettori tramite incontri, presentazioni, letture ad alta voce, mostre, spettacoli e altro ancora. 

SperanzaxMilano ha scelto di partecipare a questa iniziativa culturale con due eventi: la sera di venerdì 22/11 ha ospitato Luigi Dalla Pozza. Matteo Clemente l'ha intervistato sui contenuti e sulla pubblicazione del suo libro "Dal mal di vivere alla fede", libro che deriva dalla raccolta delle predicazioni sull'Ecclesiaste e che presenta quindi le riflessioni riguardanti la vanità della vita, affrontando il tutto in prospettiva biblica. Durante l'incontro sono state fatte due letture ad alta voce del libro e, a fine presentazione, c'è stato il tempo per porre delle domande da parte del pubblico a Luigi Dalla Pozza. 

Sabato 23/11 il secondo incontro: Adele Baldi, introdotta da Paolo Jugovac, ha presentato il suo libro "Di dislessia non si muore", dando così la sua testimonianza di madre che, nel prendersi cura di suo figlio dislessico, ha trovato fiducia in Dio e ha scoperto un dono e una vocazione che ora vuole e può, anche attraverso questo libro, mettere a disposizione di tutti. Anche in questa occasione c'è stato il tempo per la lettura ad alta voce di due capitoli del libro, per le domande del pubblico e per una breve testimonianza da parte di suo figlio. 

Entrambi gli appuntamenti sono stati magistralmente allietati dall'arpa di Ethel Colella, a seguire un rinfresco, scambi tra i presenti e con gli autori, libri in attesa di esser portati a casa e un arrivederci al Bookcity 2014. Anche in questo modo si può rendere testimonianza all'evangelo nel contesto di iniziative culturali di ampia diffusione.

 

Novembre 2013

IL SENSO DEL CREDERE: UNA CONFESSIONE DI FEDE

Qual è la valenza oggi, nel 2013, di una confessione di fede redatta oltre tre secoli fa? Quali considerazioni può suscitare la lettura di un documento del genere nelle sensibilità delle diverse anime del cristianesimo evangelico italiano, che rivendica nelle proprie radici l'eredità della Riforma protestante?  L'evento organizzato sabato 26 ottobre a Formigine in occasione della presentazione del libro La fede riformata battista ha provato ad aprire alcune piste di rifless ione in questa direzione.

Alla tavola rotonda dal titolo "Il senso del credere: una confessione di fede" sono intervenuti  Pierangela Panini, già membro del Consiglio della Facoltà Valdese di Teologia di Roma, Romolo Giovanardi, pastore della Congregazione Cristiana Pentecostale "Fonte di Vita" di Modena, docente della Scuola Biblica "Shepherd University"; e Pietro Bolognesi, pastore della Chiesa Evangelica Riformata Battista di Padova e Presidente dell'Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova, già membro della Commissione teologica della Alleanza Evangelica Mondiale.

Circa 60 persone hanno occupato tutti i posti disponibili nella splendida sala messa disposizione dalla Biblioteca "Daria Bertolani Marchetti" di Formigine per ascoltare gli interventi dei relatori, introdotti dal pastore Ettore Calanchi della chiesa CERBI di Formigine, moderatore della tavola rotonda organizzata dall'Associazione Evangelica Formiginese e patrocinata dall'Alleanza Evangelica Italiana.

Nel suo intervento, Pierangela Panini ha sottolineato l'importanza della pubblicazione, apprezzandone il contenuto e la finalità apologetica e confessionale. Una nota critica è stata invece riservata al carattere impositivo ed esclusivista assegnato alla confessione di fede in quanto strumento per determinare l'ortodossia della chiesa. La confessione di fede è infatti qualificata dai suoi stessi limiti ed è piuttosto l'espressione della comprensione del consenso della chiesa alla verità biblica.

Romolo Giovanardi ha posto l'accento sul carattere di Dio, rivelato per mezzo di Cristo ai credenti di ogni epoca che, radicati in Lui, trovano diletto nella sua legge. L'amore di Dio che sorpassa ogni conoscenza splende chiaramente nelle righe della confessione di fede. Come una conchiglia, la confessione di fede è uno strumento che salvaguarda la chiesa dagli errori crescenti dei tempi. Essendo uno strumento perfettibile, esso è destinato ad essere ampliato e sostituito da una conchiglia più grande e più adatta, ma pur sempre della stessa sostanza.

Pietro Bolognesi ha infine riassunto in tre punti l'importanza della confessione di fede: esiste un motivo teologico, una visione della realtà connessa al cristianesimo classico, riformato e risvegliato. La confessione di fede, sottoposta alla Parola immutabile di Dio, è un deposito della fede forgiato nel contesto della testimonianza e del martirio ed è ben lontana dall'essere un mero esercizio accademico. Il secondo motivo riguarda la dimensione ecclesiale: nonostante la confessione di fede tracci un confino netto ed esclusivo in stridente contrasto con la sensibilità del pensiero moderno, una chiesa riformata non può che essere una chiesa di confessanti. La confessione di fede ha inoltre un'importante valenza culturale che può liberarci dall'ipoteca, tutta latina, dell'individualismo nell'esperienza spirituale. Pur essendo uno strumento perfettibile, la confessione dei fede può allontanarci dalle forme di spiritualità relativiste e qualunquiste della modernità.

La lettura di alcuni passaggi della Confessione di Fede battista del 1689 e del Catechismo di Spurgeon pubblicati nel volumetto hanno intervallato le relazioni degli oratori, contribuendo a stimolare le domande che hanno animato la tavola rotonda e ad arricchire le riflessioni che sono poi proseguite durante l'aperitivo offerto dagli organizzatori.

 

Ottobre 2013

LA DIACONIA AL SERVIZIO DELLA CHIESA

In una chiesa stabilizzata, accanto all'assemblea dei credenti e al collegio degli anziani, c'è il ministero del diaconato. Le forme e le modalità di tale diaconato possono variare, ma la Bibbia è chiara nell'indicare nel servizio svolto da persone integre una componente fondamentale del benessere della chiesa stessa. La Confessione di fede battista del 1689 opportunamente registra e rilancia tale convinzione (26.8-9).

La Compagnia degli Anziani delle chiese CERBI, tenuta a Rimini il 18-19 ottobre 2013, ha avuto come focus il tema della diaconia. Un'apposita commissione aveva preparato un documento di lavoro che è stato la base della discussione. Diverse esperienze sono state messe in rete aiutando a tenere presente i diversi contesti in cui avviene il riconoscimento e la formazione dei diaconi. Momenti di lavoro a gruppi hanno impegnato gli Anziani nel confrontarsi sulla sezione IV.4 del fascicolo di Studi di teologia"Elementi di ecclesiologia" (2012) che riguarda il tema dei ministeri nella chiesa. Un'ampia discussione ha messo in risalto la necessità di affinare delle linee guida comuni che potranno essere utili nella vita delle singole chiese.

La Compagnia degli Anziani è stata anche un momento di preghiera e di condivisione tra i vari anziani presenti. Uno dei privilegi del "congregazionalismo di comunione" (che è la cornice ecclesiologica della chiese CERBI) è quello di valorizzare la chiesa locale all'interno di una rete di collegamento che non isola le singole chiese, ma le colloca entro un quadro di condivisione di progetti e d'intenti che arricchisce e protegge la vita di ciascuna chiesa.

 

Settembre 2013

SPERANZAXMILANO: È POSSIBILE FONDARE NUOVE CHIESE?

SperanzaxMilano (www.speranzaxmilano.it) è un progetto di fondazione di chiesa nella città di Milano che ha avuto inizio nel settembre 2012, avendo come chiesa madre la chiesa CERBI di Cinisello Balsamo, presente sul territorio da due decenni. Ne parliamo con Matteo Clemente, uno dei referenti di questo progetto pionieristico, a margine delle Giornate teologiche di Padova del 6-7 settembre sul tema "Evangelizzare con l'evangelo al centro".

Non viviamo un tempo di espansione economica ed ecclesiale. Perché imbarcarsi in un progetto pionieristico in un tempo di crisi?

In effetti, SperanzaxMilano prende vita in una congiuntura di crisi nazionale e mondiale, dalla quale ancora non siamo usciti, quando tutto sembrava scoraggiare un simile progetto. Anche la nostra situazione ecclesiale era tale da non incoraggiarlo, perchè poteva apparire velleitario e tale da rendere ancor più fragile e precaria una situazione non florida sotto l'aspetto della crescita numerica. In verità il progetto non ha indebolito la chiesa madre, anzi si è rivelato un elemento di rilancio della vita ecclesiale in un momento di stanca e di scarsa attività propulsiva generale.

Quali sono stati i motivi che hanno animato la chiesa a lanciare SperanzaxMilano?

Direi tre motivi: biblici, storici e contingenti. La continua provocazione del mandato creazionale e culturale di Genesi 2 e di quello missionale di Matteo 28 è stata la piattaforma che ci ha spinti a coltivare la visione della fondazione. Come sappiamo non si tratta di due mandati ma di un unico mandato in quanto quello creazionale non è superato da quello missionale ma trova espressione in esso alla luce dell'opera di redenzione compiuta da Cristo, né quello missionale può prescindere dal primo se non vuole disconoscere la portata cosmica dell'opera salvifica di Cristo.

Vi sono stati per noi anche motivi di ordine storico, dato che la chiesa madre sin dalla sua costituzione vent'anni or sono pensò bene di costituire un "fondo della testimonianza" credendo nella prospettiva di uno sviluppo della testimonianza quale quella rappresentata dal progetto di SxM.

Infine hanno inciso motivi di ordine contingente, in una fase di crisi e di recessione generale la chiesa ha voluto raccogliere la sfida di un progetto impegnativo ma non impossibile, nella misura in cui avremmo imparato a dipendere da Dio per la sua messa in opera. Dopo un anno di attività possiamo dire che sin qui il Signore ci ha soccorso e favorito. La prossima definizione dell'acquisto di un locale in una zona semicentrale di Milano servirà a dare concretezza, stabilità e visibilità ad una testimonianza che sinora pur essendo senza mura non è mancata di quelle solide fondamenta di cui parla Paolo in Efesini 2,20.

A quali modelli vi ispirate nell'opera di fondazione?

In primis il modello biblico della missio Dei per la missio ecclesiae, che ci presenta il Dio uno e trino della Scrittura pienamente coinvolto nella sua azione missionaria per la redenzione dei suoi eletti in ogni tempo. Più concretamente guardiamo a Cristo quale modello "mandato" dal Padre nel mondo nel suo triplice ufficio di profeta, sacerdote e re. Anche per noi, mandati dal Figlio nel mondo "Tutto ciò che facciamo dovrebbe essere a un tempo incarnazione e proclamazione dell'amore e della grazia di Dio e della sua opera salvifica compiuta mediante Gesù Cristo" date che "La nostra missione è interamente derivata dalla missione di Dio" (L'Impegno di Città del Capo, pp. 79 e 44).

Assumere un tale modello comporta porre in essere un approccio missionale nell'evangelizzazione che consiste nel fare della missione non uno dei compiti della chiesa, ma nel considerare quest'ultima al servizio della missione di Dio nel mondo (Ef 3,7-13). Inoltre comporta la consapevolezza della centralità della città nella missio Dei e in quella della chiesa. Metà della popolazione mondiale vive nelle città per cui esse sono cruciali per la missione mondiale. Anche noi siamo chiamati a prendere atto della "straordinaria crescita dell'urbanizzazione nel nostro tempo … dando un'urgente e strategica attenzione alla missione urbana. Dobbiamo amare le nostre città come fa Dio" e servirle cercando il loro bene nello spirito delle parole di Geremia 29.

(ibidem pp.83-4).

Concretamente, cosa state facendo per promuovere la fondazione di una chiesa?

Sintetizzerei così: predicazione, azione e contestualizzazione. Cerchiamo nella prima la fedeltà al messaggio, in un tempo in cui l'evangelo resta scandalo e pazzia; nell'azione il desiderio di incarnare e coniugare la verità nell'amore attraverso azioni profetiche quali la pulizia di piazze e la lettura pubblica della Bibbia. Infine la necessità di contestualizzare sia il nostro annuncio che la nostra azione.

Puoi fare degli esempi?

Cerchiamo di dare al messaggio evangelico una veste che lo renda accattivante, nella convinzione che forma e sostanza non sono elementi inconciliabili tra loro ed entrambi importanti nell'annuncio cristiano. Fedeltà non comporta nudità, l'annuncio fedele l'assenza del piacere. Cerchiamo di partecipare alla vita della città: questo è significato aderire ad iniziative cittadine quali il Book City volto a promuovere il libro e la lettura in genere; a seguito del tragico episodio occorso nel quartiere di Niguarda la stampa di una nostra riflessione in merito. Cerchiamo di manifestare lo specifico evangelico anche aderendo a iniziative promosse da altri e da noi colte per finalizzarle alla rilevanza della testimonianza, evitando di cadere nella mera strumentalità degli eventi. Il metodo qui è stato quello della co-belligeranza di cui parla Francis Schaeffer nei suoi libri.

 

Luglio 2013

Laboratorio della predicazione 2013


Anche quest'anno alcuni pastori e membri delle chiese CERBI hanno partecipato al Laboratorio della predicazione 2013. Ecco un breve resoconto.

Predicare, voce del verbo trasformare

Come diceva Agostino "la predicazione ha tre scopi: insegnare, dilettare e infine flettere". Quest'ultimo scopo dà l'idea di un cambiamento che accade durante e dopo la predicazione. Qualcosa si muove, cambia, è trasformato dalla Parola di Dio. Questo è il terreno su cui si è mosso il "Laboratorio della predicazione" che si è svolto all'Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione di Padova dal 15 al 20 luglio, giunto al quarto anno e i cui materiali sono stati di recente pubblicati dalla rivista Studi di teologia N. 49.
Stilare un resoconto breve e capace di far capire nella sua profondità quello che è stato insegnato è un compito difficile. Per due motivi. Il primo è perché si riconosce la grazia di essere confrontati con un testo biblico vivo, che vuole trasformare la vita di chi l'ha nel cuore, ponendo così il predicatore in un atteggiamento di rispetto e umiltà di fronte ad esso; il secondo motivo, è perché le attività proposte dai vari docenti (Leonardo De Chirico, Pietro Bolognesi, Stephane Simonnin, Nazareno Ulfo, Luigi Dalla Pozza, Giuseppe Rizza) hanno generato un'esperienza molto intensa che è stata accompagnata da letture ed esercitazioni stimolanti.
La sfida per i 17 studenti (diversi per età, ministeri, ed esperienze) è stata sia quella di dedicare una settimana della propria vita e del proprio tempo per rimettersi in discussione di fronte a questo servizio sottovalutato sia quella di acquisire o affinare e consolidare gli strumenti della predicazione al fine di rendere a Dio la gloria dovuta.
E' importante evidenziare il fatto che la predicazione è un servizio comandato da Dio per glorificarlo, mediante l'annuncio dell'evangelo di Gesù Cristo, in tutta la Scrittura ed in forme comunicative adeguate, in vista della trasformazione della realtà ad opera dello Spirito Santo, affidato a uomini chiamati che si spendono per il regno di Dio.
La predicazione non è diversa da altre forme di comunicazione ma è un atto in cui attraverso le parole viene comunicato un messaggio, un sogno, un cambiamento, una parola, una trasformazione assolutamente necessaria.
Il proposito della predicazione deve sperare e scommettere nel cambiamento della vita, compiendo un atto sovversivo, in cui Dio opera il cambiamento. In questa circostanza l'opera dello Spirito Santo, non è una forza pietistica, ma uno stimolo, che influenza e rinforza la preparazione del sermone, affinché non sia un semplice trattato di retorica, ma vita che trasforma.
Il sermone poggia le sue basi sulla Bibbia, è centrato su Cristo ed è d'impatto sulla vita, e guida il predicatore e l'uditorio a confrontarsi con essa. Concludendo, colui che predica, deve verificare i frutti del proprio ministeroo, ponendo un focus chiaro che sia utile al confronto, rispettoso della Parola al punto che si possa fare i conti con Dio, e favorendo la trasformazione in chi ascolta. Oltre al tempo di studio e di lavoro comune, molto proficua è stata la visita a tre chiese evangeliche locali della zona per tre diverse serate di studio biblico condotte dagli studenti.

 

Giugno 2013

L'Ecclesiaste a Vicenza

Nell'ambito del Festival Biblico di Vicenza, domenica 9 giugno è stato presento il libro di Luigi Dalla Pozza, Dal mal di vivere alla fede. In viaggio con l'Ecclesiaste tra le insicurezze delle vita, Torino, La Casa della Bibbia 2013.
Alla presenza di oltre 100 persone, molte delle quali non di fede evangelica, la critica letteraria Bruna Mozzi ha intervistato il pastore Dalla Pozza sui contenuti del libro. Dalla Pozza ha presentato una visione della realtà e della vita integrale innervata da Dio, senza distinzione tra sacro e profano, invitando i partecipanti ad un rapporto diretto con Dio mediante l'ascolto della Scrittura.
L'Ecclesiaste è un libro breve, problematico, illuminante e che pone delle domande: qual è il significato della vita? Perché l'ingiustizia sembra prevalere? Perché il lavoro risulta così faticoso e logorante? Come faccio a trovare il mio scopo, appagamento e soddisfazione? In un'epoca caratterizzata da una crisi epocale, non solo economica, politica, sociale, ma anche e
soprattutto spirituale e che permea l'intera società, il messaggio dell'Ecclesiaste invita all'ascolto e al timore di Dio per riscoprire il senso autentico della vita. Il libro biblico vuole essere una riflessione profonda sulla vanità della vita umana, mirando a condurre i lettori a riconoscere l'impossibilità di trovare una soddisfazione vera e duratura a prescindere da Dio.
Il libro di Dalla Pozza nasce come raccolta di predicazioni sul libro dell'Ecclesiaste a riprova che l'annuncio della Parola può avere anche un profilo pubblico. Un'intervista televisiva all'autore e un articolo sul Giornale di Vicenza hanno dato ulteriore risalto all'iniziativa.

 

Aprile 2013

Agape del 25 Aprile 2013

Qui Rovereto
L'evangelo per la città

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In un contesto in cui siamo abituati a fare i conti con una crisi sistemica e consolidata, l'evangelo è maggiormente chiamato a occupare i luoghi centrali delle scelte sociali: le città. Questa è la visione che le chiese CERBI cercano di portare avanti tramite i progetti di fondazione di chiese nelle città di Roma, Milano ed anche Rovereto, dove il 25 aprile si è svolta la consueta agape annuale per le chiese del centro-nord.
Circa 300 persone provenienti da Trento, Cinisello Balsamo (MI), Ferrara, Padova, Vicenza e Formigine (MO) si sono incontrate a Rovereto (TN) insieme alla chiesa locale e ad una nutrita rappresentanza di credenti provenienti da Bologna, Imola, Reggio Emilia e Segrate (MI).
Il gruppo di lode della chiesa di Trento ha accolto i partecipanti ed accompagnato il programma della giornata, iniziato con il saluto da parte delle autorità cittadine nella persona del vice-sindaco e proseguito con la predicazione della Parola da parte di Matteo Clemente sul capitolo 11 del Vangelo di Matteo. L'esempio concreto dell'opera di Gesù insegna che l'evangelo ha rilevanza civica e che la città è al centro della missione di Dio. Se non si coglie questo aspetto, si impoverisce il messaggio dell'evangelo. Per questo motivo, al pranzo condiviso nel parco è seguito un tempo di preghiera attraverso i luoghi più significativi del centro di Rovereto. I credenti, organizzati in piccoli gruppi, hanno invocato il Signore davanti al Palazzo di Giustizia, all'Università, al Soggiorno per Anziani e ad altri edifici simbolo delle realtà sociali e istituzionali della città. Anche la visita al Mart, il museo di arte moderna e contemporanea fiore all'occhiello della città trentina, è stata un'occasione per testimoniare un impegno evangelico che si estende a tutte le sfere della vita e per conoscere più a fondo il tessuto culturale della città in cui la chiesa di Rovereto si impegna a diffondere e promuovere la Parola di Dio.
Tutti i gruppi si sono infine ricongiunti nella Sala Filarmonica per ringraziare il Signore della giornata trascorsa e condividere soggetti di preghiera per ciascuna comunità locale. Grazie al proprio impegno contro la guerra e tutte le forme di distruzione che essa comporta, Rovereto è nota come la "città della pace", ma il messaggio proclamato dalla Parola di Dio è che solo Gesù Cristo può realizzare una vera pace fondata sulla certezza della sua vittoria sulla morte. È con questa preghiera per le nostre città che i credenti si sono salutati dandosi appuntamento al prossimo anno.


Qui Chieti
Speranza nella crisi

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Cosa c'entra l'evangelizzazione, cioè l'annuncio della Buona notizia di Gesù Cristo, con la crisi attuale? C'entra, eccome. L'evangelo, infatti, apre gli occhi davanti alla crisi, mostrando che la crisi non è solo congiunturale, ma di sistema. La crisi è legata a motivazioni profonde che risalgono al peccato dell'uomo. L'evangelo è anche l'unico messaggio che può far uscire dalla crisi. Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio Gesù affinché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia vita eterna. Questa è la vera, definitiva, complessiva soluzione alla crisi.
Con franchezza e sobrietà, questo è stato il messaggio che l'agape delle Chiese CERBI ha testimoniato alla città di Chieti. Oltre alle chiese CERBI del centro-sud (Chieti, Roma Primavalle, Breccia di Roma e Monte di Procida), altre chiese dell'Abruzzo, della Puglia e del Lazio hanno partecipato all'incontro che ha avuto due momenti principali. Alla Villa Comunale, il messaggio dell'evangelo è stato trasmesso con la predicazione, i canti, le testimonianze e la distribuzione del volantino "Speranza nella crisi". Alcune centinaia di persone che passeggiavano nel parco hanno ascoltato la Buona Notizia. Nel pomeriggio, un intenso concerto di Renato Giuliani e Riccardo De Rosa nel Supercinema di Chieti ha scaldato i partecipanti sulla profondità della crisi spirituale e sulla grandezza della soluzione divina per la crisi. La toccante testimonianza del past. Stanley Abalu di Montesilvano (PE) ha ricordato come il Signore sostenga nella crisi economica del nostro tempo e anche nei paesi dove la libertà religiosa non è rispettata. Prima di uscire alla Villa Comunale, vi è stata la visita dell'assessore al bilancio del Comune di Chieti che ha avuto parole di apprezzamento per l'impegno degli evangelici per il bene comune della città e il saluto del neo-eletto presidente dell'Alleanza Evangelica Italiana, Giacomo Ciccone, che ha ricordato la vocazione degli evangelici a partecipare alla vita della società in uno spirito di impegno e laicità. La colletta raccolta è stata finalizzata alla sponsorizzazione di due persone di una chiesa evangelica nigeriana di Montesilvano alla partecipazione alle Giornate teologiche dell'IFED d'inizio settembre. Nel tempo finale di preghiera è stato ricordato il 25 aprile del 2006, giorno della costituzione delle chiese CERBI e la grazia che Dio continua a manifestare nella vita delle chiese e, nello specifico, nelle agapi del 25 aprile. Questa è un'eredità viva ed importante che non mancherà di portare altro frutto per la gloria di Dio.

 

Aprile 2013

Agape del 25 Aprile

Le Agapi del 25 aprile sono ormai una sana e bella tradizione che le Chiese Evangeliche Riformate Battiste in Italia sono liete di aver ereditato e di proseguire ogni anno. Considerata la crescita del numero di chiese coinvolte anche nelle regioni del centro-sud e la particolare conformazione del nostro Paese (una penisola lunga difficile da raggiungere in un giorno solo), quest'anno l'Agape sarà organizzata in due sedi.
La stessa data, la medesima visione, due luoghi diversi: Rovereto (TN) e Chieti.
Da qualche anno ormai, le Agapi del 25 aprile hanno un obbiettivo evangelistico: sono un momento prezioso di comunione fraterna votato alla testimonianza pubblica dell'evangelo. Tutti i credenti evangelici e le chiese interessate sono calorosamente invitati a pregare e a unirsi a noi per rendere testimonianza dell'evangelo di Gesù Cristo.

Rovereto (TN)
Il vangelo per la città


10.30 – 12.30 Incontro nella sala Filarmonica, Corso Rosmini 78 a Rovereto
12.30 – 14.00 Pranzo a sacco al parco
14.00 – 16.00 Possibilità di scelta:
1. Una passeggiata di preghiera
2. Una visita al MART (costo +/- €11 a persona, gratuito fino a 14 anni)
16.00 – 17.00 Incontro nella sala Filarmonica
(NB. La sala Filarmonica rimarrà aperta e a nostra disposizione per tutta la giornata)

Al fine di organizzare le attività è importante conoscere quante persone parteciperanno all'incontro e quante di queste desiderano fare la passeggiata di preghiera oppure la visita al MART. Perciò chiediamo di comunicarci entro il 15 aprile queste informazioni.

Info: evangelicirovereto@gmail.com
tel. 3491342578 (Angelo Sotera)


Chieti
Speranza nella crisi


10.30 – Incontro presso il Supercinema, Via Bertrando Spaventa 4 – Chieti Centro;
11.00 – Testimonianza all'aperto nel Parco Comunale di Chieti (Distribuzione volantino sul tema della crisi, canti evangelistici, brevi messaggi sul tema);
13.00 – Pranzo al sacco nel Parco "Villa Comunale"
14.30 – Ritorno a piedi al Supercinema
15.00 – Mini concerto sul tema
15. 30 – Messaggio evangelistico
16.00 – Preghiera e canto
16.15 – Annunci vari a cura delle chiese
16.30 – Saluto finale e partenze

Per il parcheggio di auto e Bus si può far uso del "Terminal" a Chieti Città che dispone di ampi spazi.
Il luogo del Pranzo all'aperto, 10 min. a piedi dal Supercinema, (Villa Comunale) dispone di servizi igienici, fontane pubbliche per l'acqua, e di vicini locali (Bar caffetteria ecc) per il caffè o altro.

Info: 3292042995 (Antonino Memme)


Le Chiese CERBI sono Chiese perché sono comunità di uomini e donne salvati dal Dio uno e trino per glorificarlo in ogni ambito della vita e per gioire in Lui per sempre; sono Evangeliche perché, sulla base dell'autorità della Parola di Dio, sono impegnate ad annunciare e a vivere la Buona Novella e sono parte del movimento evangelico; sono Riformate perché si richiamano all'eredità della Riforma protestante e desiderano promuoverla nel mondo attuale; sono Battiste perché sottolineano la natura confessante della chiesa; sono in Italia perché è piaciuto a Dio di chiamarle al servizio in questo Paese.
Per informazioni: info@cerbi.it

 

Marzo 2013

Una chiesa confessante, una vocazione missionale
Un laboratorio sull'ecclesiologia alla Compagnia degli Anziani

La chiesa non ha una missione propria o diversa che non sia quella di partecipare alla Missio Dei del Dio biblico. Partendo da questa constatazione, un interessante laboratorio sull'ecclesiologia ha visto impegnata la Compagnia degli Anziani delle Chiese CERBI, svoltasi a Bologna il 16/3. Tutti gli anziani avevano letto e studiato il fascicolo di Pietro Bolognesi, "Elementi di ecclesiologia", Studi di teologia N. 49 (2012) che ha quindi rappresentato una ricca base di riferimento per la discussione fraterna. Dopo aver ricordato la continuità e gli sviluppi tra il libro di Bolognesi, Il popolo dei discepoli del 2002 e il nuovo fascicolo "Elementi di ecclesiologia", i lavori del laboratorio sono stati introdotti da due relazioni di Giuseppe Rizza e Luigi Dalla Pozza che si sono soffermati su alcune sezioni del fascicolo. Rizza ha sottolineato il carattere missionale della vita della chiesa, Dalla Pozza ha invece trattato il tema del governo della chiesa e, soprattutto, la responsabilità di riconoscere i doni nella chiesa e di accompagnarli verso un cammino di maturazione ministeriale. Un'ampia discussione è seguita contrassegnata dall'esigenza di mantenere il carattere confessante nell'interpretare la missione e di avere dei principi operativi biblici nella conduzione, rimanendo aperti alla guida dello Spirito Santo. Il laboratorio non ha nascosto le criticità che accompagnano la vita della chiesa e la necessità di non viverle in modo "autistico", come se le singole chiese siano delle isole a sé stanti. La comunione tra chiese può infatti essere un'utile piattaforma per il confronto, la formazione e la correzione reciproca. La chiesa è un cantiere sempre aperto, fondato sulla Scrittura e aperto all'azione di Dio, ed è stato da tutti riconosciuto il privilegio di potersi confrontare con le sfide che esso comporta a partire da coordinate ecclesiologiche ricche e condivise.

 

La fede riformata battista

La Confessione di fede battista del 1689 e il Catechismo di Spurgeon (con Strumenti per lo studio di Samuel Waldron)

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"Tanti Auguri Italia" è l'opuscolo evengelistico appositamente realizzato per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia.
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150anni

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Dicembre 2012:
Un nuovo anziano a Chieti

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Novembre 2012:
Incontro mogli dei pastori

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Ottobre 2012:
Incontro compagnia anziani

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Settembre 2012:
Giornate teologiche

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Luglio 2012:
Laboratorio della predicazione

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Giugno 2012:
Cristiani per la nazione

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Maggio 2012:
Un messaggio di saluto dalle chiese ARBCA

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Aprile 2012:
Agape CERBI 2012

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Aprile 2012:
Programma agape del 25 Aprile

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Marzo 2012:
Le chiese CERBI si espandono in Sicilia

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Febbraio 2012:
I battisti riformati negli USA

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Ottobre 2011:
Incontro compagnia anziani

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Giugno 2011:
Laurea honoris causa al prof. Pietro Bolognesi

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Aprile 2011:
Agape CERBI 2011

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Novembre 2010:
Nuovo logo del CERBI

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Ottobre 2010:
Incontro compagnia anziani

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